Utilizzo invernale degli agenti umettanti

18 settembre 2020
  • Whastsapp

Agenti umettanti: perché usarli in inverno

Prima di parlare dell'uso degli agenti umettanti nella stagione invernale è utile fare alcune premesse.
Innanzi tutto, la gestione dell'acqua è un aspetto fondamentale per produrre superfici erbose di elevata qualità.

L’acqua, infatti:

  • Influisce direttamente sulla funzione delle piante erbacee e degli organismi del suolo, soprattutto in un clima come quello italiano.
  • È il solvente principale che permette le reazioni chimiche essenziali alla base dell'ecosistema del suolo.

 

Poter gestire correttamente un elemento tanto importante come l’acqua apporta una reale differenza sui risultati finali nella creazione e manutenzione del tappeto erboso. In questo contesto gli agenti umettanti sono un valido alleato.

Sui tappeti erbosi ad uso sportivo come green golfistici e campi sportivi di alta qualità, l'uso estivo degli agenti umettanti è già prassi consolidata da decenni, soprattutto sui substrati sabbiosi dove sono indispensabili per gestire fenomeni di idrofobia e aree secche localizzate.

L'utilizzo durante le altre stagioni dell’anno è invece meno comune, anche se molte evidenze e studi scientifici ne hanno rivelato l'utilità, soprattutto per la risoluzione di problemi come ad esempio il ristagno superficiale.

Per poter beneficiare degli agenti umettanti nella stagione invernale (e non solo) è importante conoscerne le caratteristiche, perché non sono tutti uguali.

Caratteristiche degli agenti umettanti

Come sono composti gli agenti umettanti e quali sono i meccanismi di funzionamento? Partiamo dalle definizioni.

Agenti umettanti: si tratta di composti chimici, classificati come tensioattivi, e sono definiti come sostanze che riducono la tensione superficiale dell'acqua permettendogli di diffondersi su una superficie come una pellicola. 

Forze intermolecolari: sono le forze che governano l'interazione tra le diverse molecole, (quindi anche di quelle dell’acqua) e formano, a seconda della loro predominanza, goccioline d'acqua, oppure nebbia d'acqua o addirittura su scala atomica. Queste forze sono definite come coesive o repulsive.

  • Le forze coesive sono forze esercitate tra le molecole. L’acqua ha una forte forza coesiva che “tira” strettamente le sue molecole in una sfera, motivo per cui la pioggia cade sotto forma di goccioline piuttosto che di nebbia.
  • Le forze adesive sono forze di attrazione tra molecole non correlate. Quando le forze adesive tra l'acqua e un'altra molecola (ad es. un elemento che costituisce una particella del terreno) sono sufficientemente forti, esse superano la forza coesiva delle molecole d'acqua dalla loro forma sferica. Quando l'acqua abbandona la sua forma coesa, si diffonde e si aggrappa alla superficie su cui è attaccata.

 

Forze intermolecolari e tappeto erboso

Nel contesto della gestione del manto erboso, le forze coesive e adesive regolano il modo in cui l'acqua penetra nel terreno e interagisce con la superficie delle particelle del suolo.

In condizioni ottimali i terreni hanno elevate forze adesive in grado di superare la forza coesiva di una goccia d'acqua. In questo caso la tensione superficiale della goccia d'acqua si rompe, distribuendosi sulla superficie della particella del terreno, ricoprendola in un film liquido. Questo film liquido funge da serbatoio di stoccaggio all'interno del terreno, a cui le piante possono accedere attraverso le loro radici. I terreni che agiscono in questo modo sono detti idrofili.

Nel corso del tempo determinate condizioni possono portare alla formazione di materiale organico ceroso e al rivestimento di particelle di terreno con forti forze coesive. Queste forze, a loro volta, respingono l'acqua dalla superficie di una particella del terreno. Quando queste condizioni sono presenti, il suolo è detto idrofobico o idrorepellente. È questa idrorepellenza che causa stress da siccità e aree secche localizzate perché l'acqua, sia da pioggia che da irrigazione, non è in grado di aderire e di diffondersi attraverso le particelle del terreno a cui le radici possono accedere: o non riesce a penetrare la superficie; quindi viene persa per scorrimento superficiale, evaporazione, o semplicemente passa direttamente attraverso il profilo nei sistemi di drenaggio o nel sottosuolo, al di sotto dell'apparato radicale.

I diversi tensioattivi degli agenti bagnanti

Partiamo dal presupposto che gli agenti bagnanti non sono tutti uguali e che questo implica un determinato approccio sia nella scelta che nell’utilizzo. La creazione di nuove tecnologie e formulazioni rende sempre più importante comprendere i meccanismi fondamentali che governano il comportamento dell'acqua e le interazioni con il suolo per potersi orientare nella scelta del giusto prodotto ed ottenere quindi l’effetto desiderato. 

Tipologie e meccanismi di funzionamento degli agenti umettanti disponibili in commercio

Agenti ad azione ritentiva (Ritenzione idrica dei copolimeri a blocchi)

Gli agenti chimici umettanti a blocchi di copolimeri possono avere un'origine ed una composizione varia per quanto riguarda la disposizione molecolare, il peso e la lunghezza delle catene polimeriche.

L'utilizzo dei copolimeri a blocchi serve prevalentemente come strategia preventiva contro l'insorgenza di aree secche localizzate durante l'estate. Si consiglia di applicare questo tipo di agenti umettanti a partire da marzo. Per ottenere le massime prestazioni devono essere lasciati accumulare nel profilo del suolo. Il modo in cui ogni molecola è costruita determina longevità ed effetto sul suolo. In generale, i copolimeri a blocchi trattengono e distribuiscono l'acqua su tutto il profilo del suolo con l'obiettivo di mantenere un'umidità uniforme del suolo.

Agenti bagnanti e penetranti

Progettati per rompere la tensione superficiale dell'acqua, permettono un deflusso più efficace nel terreno e una veloce idratazione (anche se per breve tempo) delle zone divenute idrofobiche come ad esempio il feltro superficiale. Da utilizzare quando si cerca di favorire la penetrazione dell'acqua piovana e irrigua in tutto il profilo del suolo, per bagnare un terreno o per rilasciare l'umidità intrappolata nel materiale organico superficiale.

Agenti curativi

Se ne prevede l'impiego in terreni dove è evidente la presenza di aree secche localizzate. Sono in grado di rimuovere le sostanze organiche che ricoprono le particelle di terreno che causano un comportamento idrofobico.

Multi-Azione - Miscela Multi-Azione / Agenti bagnanti misti

Gli agenti umettanti possono essere formulati con una miscela di sostanze con diversa tecnologia ed efficacia, andando quindi a integrare sia caratteristiche ritentive che penetrative, o curative e penetrative, ecc.

I prodotti miscelati sono formulati per offrire molteplici effetti nel profilo del suolo. Ad esempio, la miscelazione di un agente curativo con un penetrante agisce sia per togliere il rivestimento organico ceroso idrofobo dalle particelle del terreno (parte curativa), sia per eliminare la tensione dell'acqua per favorire la penetrazione attraverso il profilo (parte penetrante).

Comprendendo il modo in cui le classificazioni della chimica degli agenti umettanti funzionano, i gestori dei tappeti erbosi possono prendere decisioni più consapevoli su quale combinazione di sostanze chimiche tensioattive miste dovrebbero cercare di utilizzare. 

I benefici dell’utilizzo invernale 

Chiarite le caratteristiche, vediamo quindi quali sono i benefici che si possono ottenere dall'utilizzo di agenti umettanti nei periodi invernali.

  • Possibilità di combattere efficacemente fenomeni di ristagno superficiale che sono all'origine di problemi motto diffusi: l'invasione di muschio, facilmente riconoscibile anche dai profani, e l'insorgenza di alghe, molto meno nota e riconoscibile. Entrambe queste problematiche hanno come elemento scatenante i ristagni superficiali, che si generano soprattutto quando il tappeto erboso è già diradato dopo estati particolarmente stressanti per il tappeto erboso.
  • Anticipazione della ripresa primaverile dei tappeti erbosi di gramigna, con minore insorgenza di danni invernali. Una migliore gestione dell'acqua superficiale permette di ridurre il fenomeno dell'idratazione della corona, all'origine dei danni più pericolosi durante il periodo invernale. Inoltre, le applicazioni all'inizio dell'autunno o alla fine dell'inverno possono persistere nel terreno durante gli inverni secchi, riducendo le condizioni idrofobiche, il cui effetto è spesso sottovalutato, e migliorando ed anticipando l'inverdimento primaverile.
  • Nelle aree più a nord o alpine, un più rapido deflusso dell'acqua dagli strati superficiali prima dell'arrivo di periodi di prolungato gelo aiuta a mantenere una migliore ossigenazione del terreno, riducendo l'accumulo di anidride carbonica sotto il tappeto erboso.

 

H2Pro consigliati per uso invernale

  • H2Pro AquaSmart è il più indicato per le spiccate caratteristiche di aumento della capacità di drenaggio e di versatilità per l'uso su suoli di vario impasto e la possibilità di essere usato a vari dosaggi, anche in pieno campo
  • H2Pro DewSmart aiuta a ridurre notevolmente le ore di bagnatura fogliare, aiutando a limitare l'insorgenza delle malattie invernali.