Arieggiare: per un tappeto erboso sano

20 ottobre 2017
  • Whastsapp

Arieggiare: per un tappeto erboso sano

Aerare è una delle operazioni agronomiche più importanti per la qualità finale del prato. Serve per conservare sano il terreno e, di conseguenza, anche la superficie inerbita.

SUBSTRATO SANO = buon equilibrio tra

  • particelle di terreno
  • acqua
  • aria
  • adeguata quantità di microorganismi
  • sostanze organiche.

Un terreno ben aerato è in grado di assorbire e drenare in modo efficace l’acqua. La maggior parte dei microrganismi utili al suolo richiede ossigeno per metabolizzare. Terreni poco aerati non esplicano la propria azione benefica. Di conseguenza la materia organica non viene frazionata, si riduce il riciclo dei nutrienti e si forma il feltro.

Oltre a ciò, una buona aerazione va a vantaggio dell’apparato radicale delle piante. Radici ben sviluppate e sane sono la precondizione per una crescita ottimale e per massimizzare la capacità di recupero durante i periodi di stress. Un terreno compattato inibisce lo sviluppo radicale, a svantaggio della crescita equilibrata del manto erboso e della sua capacità di affrontare i periodi di stress termico.

A cosa serve l’arieggiatura

  • ridurre la compattazione del suolo
  • migliorare
    • il drenaggio di superficie
    • la disponibilità d’aria nel profilo
    • la struttura del suolo
    • le condizioni per la radicazione
  • promuovere la frammentazione della materia organica nel top soil
  • aumentare la resistenza alla siccità (indirettamente, favorendo la crescita dell’apparato radicale e mantenendo la superficie più in grado di ricevere l’acqua)
 

Per saperne di più
IL FELTRO 
Il feltro è uno strato eccessivo di parti indecomposte dell’erba di sfalcio non rimossa. Gli organismi nel terreno – flora microbica, lombrichi ed insetti – si nutrono di questo strato di materiale morto, decomponendolo. Il feltro si sviluppa quando la materia organica si accumula più velocemente di quanto gli organismi riescano a smaltirla.

Uno spesso strato di feltro può:

  • impedire l’infiltrazione dell’acqua
  • permettere l’incubazione di malattie
  • interferire con la semina e la concimazione
  • creare zone prive di erba

(v. link in fondo a questo articolo)

Fattori da tenere in considerazione

Quando si pianifica il proprio regime di arieggiatura, sono principalmente 2 i fattori da tenere in considerazione:

  1. l’intensità del calpestio
  2. il tipo di suolo sul quale è stato insediato il tappeto erboso.

In presenza di usura intensa e terreno argilloso, si deve arieggiare in modo più intenso e regolare rispetto a quando si opera su un tappeto erboso sottoposto a ridotto calpestio, buon irraggiamento e drenaggio, insediato su substrato sabbioso.

Tipi di arieggiatura: carotatura & vertidrain

Con il termine arieggiatura si intendono due tipi di operazioni: la carotatura ed il vertical drain. La carotatura si effettua con dei macchinari dotati di fustelle cilindriche vuote che asportano, appunto, “carote” di terreno. L’attrezzatura per il vertical drain o forconatura – che potremmo tradurre come un’operazione di drenaggio verticale – è dotata di cilindri metallici pieni che una volta inseriti nel terreno operano una azione di leva.
Questa operazione migliora il drenaggio del terreno, spezza lo strato il feltro e permette all’acqua ed all’ossigeno di raggiungere l’apparato radicale. I microrganismi riescono a prosperare e decompogono lo strato di feltro. Anche se i fori presto si riempiranno, l’aumentata  permeabilità del terreno rimane. La carotatura migliora di molto la crescita radicale ed è particolarmente importante su prati sottoposti ad elevato calpestio.

Equipaggiamento per aerare

In generale i macchinari per l’arieggiatura effettuano fori profondi 5-7 cm distanziati tra loro di circa 5-10 cm. Alcuni aeratori sono provvisti di tamburi dentati che penetrano nel terreno, altri hanno denti verticali che entrano ed escono velocemente nel terreno. Altri ancora usano denti pieni o lame che colpiscono il terreno senza rimuovere carote di terra, sono però meno efficaci di quelli che le asportano.

Tempi dell’arieggiatura

Gestire i tempi dell’operazione aiuta ad evitare alcuni problemi. Ad esempio è meglio non arieggiare se le piante non sono attivamente in crescita. Inoltre l’arieggiatura può portare in superficie carote  di terra contenenti semi di infestanti.

Per ovviare, arieggiare nel periodo di massima crescita delle piante: tarda  estate – inizio autunno per le microterme e primavera per le macroterme; entrambe le stagioni se il prato presenta seri problemi. È meglio non arieggiare durante periodi di stress causato da alte temperature.

I tempi delle arieggiature autunnali vanno pianificati bene. Il prato deve poter recuperare pienamente prima della dormienza invernale. Agire quindi perlomeno 30 giorni prima che il terreno geli ed evitare il periodo di prima germinazione delle infestanti. Se rientra nel piano di gestione del tappeto erboso, applicare un erbicida di pre-emergenza dopo aver aerato, come ad esempio Ready GermiPlus.

I problemi causati dal feltro