Carboidrati di riserva per il tappeto erboso

19 novembre 2021
  • Whastsapp

L’importanza dei carboidrati di riserva per il tappeto erboso

Il glucosio, sintetizzato grazie al processo di fotosintesi clorofilliana, costituisce la fonte principale di energia necessaria a tutti i processi vitali della pianta e viene consumato in grande quantità. Nel momento in cui sono prodotti quantitativi di carboidrati (glucosio) superiori alle richieste dei processi energetici della pianta, ovvero necessari alla respirazione ed allo sviluppo degli organi di accrescimento, i surplus vengono immagazzinati negli organi di riserva (corone, steli, rizomi, stoloni e radici). Questa riserva ha un ruolo fondamentale nei momenti di maggior crescita o quando sia necessario un recupero da forti stress come la ripresa vegetativa primaverile.

Influenza delle temperature sul metabolismo della pianta

Le specie microterme riescono ad immagazzinare carboidrati nei momenti di bassa crescita e di elevata insolazione: quindi avranno un picco nel periodo autunnale per poi ridursi lievemente nel periodo invernale e raggiungere il loro minimo nel periodo estivo. Sono caratterizzate da maggiori fluttuazioni rispetto alle specie macroterme.

Le specie macroterme hanno anch’esse un picco di accumulo nel periodo autunnale di bassissima crescita, calando leggermente durante l’inverno e ulteriormente nel periodo primaverile ove durante la ripresa vegetativa possono fare scarso affidamento sulla fotosintesi poiché prive di fogliame.

I vantaggi della corretta gestione della fase autunnale

Durante le fasi autunnali le specie macroterme riducono il loro accrescimento a causa dell’abbassamento delle temperature e di conseguenza, dovrebbero essere diminuite le pratiche agronomiche “stressanti” come scalping, verticutting, diserbi e falciature, che determinano anche un dispendio di preziosi elementi nutritivi. Come già detto, è immediatamente prima dei periodi invernali che si avrà il maggior accumulo di preziosi carboidrati di riserva, che possono essere accumulati solo se non sono impegnati a “sostenere” la pianta.

La corretta gestione di una specie macroterma che si accinge ad affrontare le fasi invernali prevede un piano di fertilizzazione bilanciato, che apporti (fino al mese di ottobre) i necessari elementi nutritivi N-P-K in rapporto 1-0-2 o similare. L’importanza di queste concimazioni viene spesso sottovalutata: anche se le macroterme hanno una resistenza molto elevata alle avversità e soprattutto un fabbisogno nutritivo molto basso, è pur vero che possono trarne notevole vantaggio.

Quindi, riassumendo, i fattori necessari per permettere al t.e di superare la stagione invernale e ripartire al meglio in primavera sono:

  • Una buona insolazione (e quindi fotosintesi)
  • Una discreta disponibilità di tutti gli elementi nutritivi (grazie alle fertilizzazioni bilanciate e non con azotati puri)
  • L’assenza di stress inutili

 

La corretta gestione di questi fattori consente alla pianta di “immagazzinare” molti più carboidrati nei suoi organi di riserva, con tutti i vantaggi descritti.

Ripresa vegetativa primaverile

La pianta che ha cumulato carboidrati di riserva in maggior misura godrà di un beneficio prezioso alla ripresa vegetativa primaverile, momento in cui è priva di fogliame verde e quindi incapace di fotosintetizzare.

Durante questa fase è comunque indispensabile applicare concimi opportunamente bilanciati con azoto a cessione controllata evitando picchi azotati (vedi link  https://icl-sf.com/it-it/article/quando-effettuare-la-concimazione-primaverile-del-prato/ )

Attenzione ai fattori che possono influenzare negativamente la produzione di carboidrati di riserva:

  • Aumento delle temperature (a causa della maggior crescita della pianta)
  • Livelli azotati molto alti
  • Scalping
  • Tagli troppo frequenti
  • Ridotta insolazione

 

Ti interessa questo argomento? Leggi anche gli articoli correlati:

Leggi l'articolo "Ripresa vegetativa del prato" Leggi l'articolo "Manutenzione del tappeto erboso composto da graminacee macroterme