Concimazione del tappeto erboso: una questione di equilibrio

28 luglio 2017
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Concimazione del tappeto erboso: una questione di equilibrio

Il tappeto erboso richiede apporti bilanciati di azoto, fosforo, potassio ed altri elementi. Sebbene molti siano naturalmente disponibili nel terreno, il terreno non è in grado di fornirli alla velocità e/o nella quantità in cui le piante li richiedono.

Un’ottima nutrizione del prato è frutto di un programma di concimazione bilanciato che fornisca i nutrienti nelle quantità e nei tempi giusti. In questo modo la crescita dell’erba sarà uniforme durante tutto l’arco della stagione.

Nutrizione bilanciata del tappeto erboso

Come regola generale un prato dovrebbe ricevere quattro o cinque concimazioni all’anno, in base ai mesi di crescita attiva.
Spesso si parte valutando soprattuto la quantità di azoto da veicolare, perché spesso il terreno è carente di questo elemento. Le analisi del terreno testano il valore del pH (elemento che  influenza la disponibilità dei nutrienti) e il livello di N, P, K e materia organica. Con  questi dati si possono calibrare bene le quantità di elementi da apportare.

Evitare carenze ed eccessi

I prati sopravvivono anche senza concimazione, ma non si può parlare di tappeto erboso. Infatti, meno concime un prato riceve più si deteriora. Diversamente un ottimo programma di concimazione garantisce una crescita uniforme durante tutto l’arco della stagione.
Quando ad un manto erboso vengono a mancare i nutrienti, la prima cosa che ne risente è la colorazione ed ingiallisce. Col tempo il prato si dirada e perde vigore. Gli spazi fra le piante consentono alle malerbe di insediarsi. La ridotta vigoria dell’erba non le permette di resistere ad insetti e malattie.

Tuttavia, pur rimanendo vera l’affermazione per cui un prato ben concimato ha un ottimo aspetto, va tenuto presente che anche l’eccesso di concimazione porta con sé altri tipi di problemi. Troppo concime stimola la crescita fogliare a scapito delle radici. Un apparato radicale fragile è difficilmente permette alle piante d’erba di affrontare stress termici ed idrici. Inoltre le lamine fogliari “succulente” diventano preda di malattie ed insetti. Eccessi di concimazione, inoltre, promuovono la temuta formazione di feltro.

Quando concimare

Si deve concimare quando le piante stanno attivamente crescendo. Gli apporti nutritivi contribuiscono alla crescita radicale e all’immagazzinamento di carboidrati. A mano a mano che il terreno si scalda le radici escono dalla dormienza ed iniziano a espandersi. Subito dopo iniziano ad allungarsi le lamine fogliari.

Le piante consumano i carboidrati immagazzinati l’anno precedente; diventa quindi importante preparare la pianta già dall’inverno. Durante l’estate la crescita rallenta a causa del caldo. Col ritorno del fresco, in autunno, il prato riprende lo sviluppo, immagazzinando i carboidrati per l’inverno.

Alla luce di questo, i momenti di più importanti per concimare sono:

 

 

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