Concimi per tappeti erbosi: alcune informazioni fondamentali

8 agosto 2016
  • Whastsapp

Concimi per tappeti erbosi: alcune informazioni fondamentali

L’obiettivo è sempre quello: insediare e mantenere tappeti erbosi sani e di buona qualità. Il consiglio è di seguire una gestione integrata, che considera vari elementi come ad esempio i livelli di irraggiamento solare, la temperatura dell’aria e del terreno ed anche il grado di umidità. L’analisi dell’ambiente e degli elementi che si apportano permette di comprendere il contesto in cui la superficie inerbita crescerà. Di conseguenza è importante conoscere i fondamentali dei concimi. Gli elementi nutritivi vanno apportatiin modo equilibrato.

La gestione integrata del tappeto erboso:

  • fa ottenere risultati migliori riducendo gli input
  • previene i problemi anziché curarli
  • permette un maggior rispetto dell’ambiente

Di quali elementi ha bisogno il prato?

Per una crescita sana l’erba ha bisogno di trarre sia dall’aria che dal terreno quantità adeguate di ciascuno degli elementi menzionati qui di seguito:

MACROELEMENTI MACROELEMENTI MICROELEMENTI
dal terreno da aqua e aria dal terreno
Azoto Carbonio Cloro
Potassio Ossigeno Boro
Fosforo Idrogeno Ferro
Calcio   Manganese
Magnesio   Zinco
Zolfo   Rame
    Molibdeno

Normalmente serve un apporto maggiore di macroelementi rispetto ai microelementi.

L’elemento che stimola la crescita delle piante è l’azoto. Il suo utilizzo accurato favorisce buona densità, resistenza all’usura ed aiuta le piante a superare periodi di stress, stimolando la colorazione. Le carenze di azoto si tramutano in lamine fogliari sottili, ingiallite, deboli e più facilmente attaccabili dalle malattie. Diversamente gli eccessi di azoto portano a rigoglio eccessivo. Questo porta a scarsa densità, facilita l’eccesso di materia organica,  scarsa resistenza al calpestio e maggior suscettibilità alle malattie.

In alcuni casi ed epoche anche il solo apporto di azoto potrebbe essere tutto ciò di cui la pianta ha bisogno per crescere sana. Tuttavia, se gli elementi nutritivi non sono presenti in modo equilibrato nel terreno, la pianta potrebbe non essere in grado di sfruttare tutto l’azoto disponibile. Per questo generalmente si inseriscono ulteriori elementi nutritivi all’interno di un piano di concimazione.

Cosa fa il concime?

I concimi forniscono alle piante gli elementi chimici essenziali per la crescita. Contengono elementi nutritivi concentrati, in forma sintetica e/o organica. Molti contengono solo macroelementi, altri invece anche microelementi.

La maggior parte dei concimi sono basati su 3 macroelementi:

 Azoto (N), per la costruzione delle proteine nella pianta e la crescita sana del tappeto erboso
 Fosforo (P), per una germinazione veloce, un forte apparato radicale, particolarmente richiesto dalle nuove plantule
 Potassio (K), per il rafforzamento generale della pianta ed un’alta efficienza di apertura degli stomi, soprattutto nei periodi caldi ed asciutti.

Nell’etichetta dei prodotti viene espresso il rapporto tra N, P e K. (20-5-8 indica 20% di azoto, 5% di fosforo ed 8% di potassio) In etichetta è menzionata anche la quantità di ogni altro elemento nutritivo presente.

Tipi di concime

I concimi sono disponibili in forme e tecnologie differenti, che dipendono dal processo produttivo. La tipologia “concimi solidi” include i granulari, tra i quali i prodotti avvolti.Un concime liquido può essere qualsiasi materiale puro, semplice o complesso da sciogliere in acqua. Può essere acquistato in forma liquida o idrosolubile da sciogliere subito prima dell’applicazione.

Organici e non: confronto tra concimi

Concimi non organici
Gli elementi nutritivi di un concime non organico sono di sintesi o  derivati da una fonte estratta in miniera. Generalmente sono tutti solubili e forniscono una fonte di nutrienti subito disponibile per il tappeto erboso. Le fonti più comunemente usate di nutrienti comprendono:
  • solfato di ammonio
  • azoto ammoniacale
  • nitrato di potassio
  • cloruro di potassio
  • superfosfato

 

Concimi organici
I concimi organici derivano dalla degradazione di organismi vegetali o animali. Sono usati per fIornire una fonte nutritiva di origine organica, con azoto meno disponibile rispetto alle fonti inorganiche in quanto la degradazione dipende dall’attività microbica del terreno per scomporsi e renderlo disponibile per l’assorbimento da parte della pianta. Per questo richiedono un suolo biologicamente “attivo” con temperature a partire dai 10° e la presenza di un livello sufficiente di umidità. Le fonti più comunemente usate sono:
 
  • sangue secco
  • sfarinati di zoccoli e corna
  • letame/stallatico pellettato


Semplici, complessi, composti, a cessione controllata e a lenta cessioneSebbene vi siano alcuni vantaggi nell’utilizzo dei concimi organici dentro ad un programma di concimazione (come ad esempio mantenere una buona attività microbica del terreno), nel caso siano usati come unica fonte di azoto possono favorire malattie fungine, infestanti e/o deiezioni dei lombrichi sulla superficie del tappeto erboso, oltre a richiedere maggior numero di interventi e favorire maggiori perdite per dilavamento .

Concimi semplici Contengono solo un elemento nutritivo. Ad esempio l’azoto ammoniacale contiene sono azoto
Concimi complessi Contengono due nutrienti da un’unica fonte. Ad esempio il nitrato di potassio contiene sia azoto che potassio
Concimi composti Un mix di due o più elementi nutritivi che possono esser prodotti combinando dei concimi semplici e/o complessi oppure creando un composto omogeneo per mezzo di un processo di granulazione. Possono essere bilanciati (con proporzioni simili di tutti i maggiori elementi nutritivi) o fornire maggiori quantità di un elemento rispetto ad altri. Possono essere organici, minerali o contenere entrambe le fonti (organo/minerali)
Concimi  a cessione controllata Generalmente sono concimi non organici in cui gli elementi nutritivi sono avvolti con materiale poroso quale zolfo o resina. L’acqua penetra nei granuli ed i nutrienti sono rilasciati lentamente, sulla base della temperatura del suolo. All’aumentare della temperatura aumenta la quantità di elementi nutritivi rilasciata, in sintonia con la curva di crescita del manto erboso che, ugualmente, cresce all’aumentare delle temperature. I concimi a cessione controllata sono disponibili con differenti curve di cessione. Sono adatti alle situazioni ed ai regimi di manutenzione più diversi. Le durate di cessione vanno da poche settimane a molti mesi
Concimi  a lenta cessione Generalmente basati su materiali di sintesi i quali si degradano in funzione dall’attività microbica del suolo per scomporsi e rilasciare i nutrienti affinché la pianta riesca ad assimilarli

Se il concime influenza il pH del terreno…

L’applicazione di concimi su un’area può influenzare o meno il pH del suolo in base alla fonte di azoto del prodotto che si sta usando. Il solfato ammonico per esempio ha un effetto acidificante che aiuta a limitare l’insediamento di infestanti a foglia larga e foglia stretta. Questo lo rende la scelta privilegiata per l’apporto di nutrienti per tappeti erbosi di buona qualità in cui predominano festuche a foglie fini o agrostidi.

Il nitrato di potassio, d’altra parte, produce alcalinità vicino alle radici del tappeto erboso aumentandone il pH nel tempo. Questo può influenzare la composizione del tappeto erboso e renderlo maggiormente esposto al rischio di malattie.

Si vede quindi che la fonte dell’azoto di un concime è molto importante e non va trascurata.

Quale concime usare?

Il livello e la disponibilità di ogni elemento nel terreno varia in base al tipo di terreno (sabbioso, limoso, argilloso,) e, come per il pH, può esser determinato tramite un’analisi del terreno. I terreni sabbiosi tendono a lisciviare più facilmente i nutrienti a causa della loro scarsa capacità di trattenere le sostanze nutritive. In questo caso i livelli di nutrienti vanno monitorati con maggior frequenza rispetto da un altro tipo di terreno.

Per poter determinare quali e quanti nutrienti sono necessari si deve procedere con l’analisi del terreno. Il concime giusto va poi scelto dopo un’accurata valutazione delle necessità dell’area. Non vanno dimenticate le caratteristiche estetiche desiderate, le variabili ambientali (terreno, clima, esposizione), le specie che compongono il tappeto erboso, la destinazione d’uso (ricreativa, sportiva, ornamentale) ed il tipo di manutenzione (frequenza ed altezza di taglio, rimozione dei residui dello sfalcio).