Conducibilità e fertirrigazione

25 gennaio 2021
  • Whastsapp

La conducibiltà nella pratica della fertirrigazione

Attraverso la fertirrigazione si punta a coprire il fabbisogno della pianta, sia come irrigazione che come nutrizione. In questo contesto, conoscere la conducibilità è molto utile.
La conoscenza della conducibilità nei diversi fattori diventa essenziale in quanto le piante possono essere danneggiate da una soluzione troppo concentrata (EC elevato) o di contro manifestare sintomi di carenza con EC insufficiente nella soluzione.

È importante perciò conoscere:

  • la diversa tolleranza alla salinità delle piante
  • la conducibilità dell’acqua a disposizione
  • la conducibilità dei concimi che si vogliono somministrare
  • la conducibilità della soluzione di ritorno

Tolleranza alla salinità delle piante

Le piante hanno una tolleranza diversa alla salinità sia intrinseca (legata alla specie), sia legata al periodo di crescita, per cui anche la fertirrigazione dovrà essere adeguata alle reali esigenze della specie coltivata e alla fase. Alcune piante, come Garofano, Poinsettia e Crisantemo, sono molto resistenti, mentre altre presentano una sensibilità molto più accentuata, come ad esempio Azalea, Camellia, Phalenopsis. Altre ancora si collocano in una fascia intermedia (Gerbera, Gloxinia, Ciclamino).

La fase iniziale di radicazione è da considerarsi a basso fabbisogno e utilizzeremo sempre dosaggi minimi di concimi, magari favorendo più somministrazioni. All’opposto è ovvio che nella fase di sviluppo si potrà apportare il massimo del dosaggio richiesto dalla pianta, limitandolo invece sia nella fase finale, quando la pianta è ormai fiorita e sarà sufficiente una concimazione di mantenimento, sia nelle fasi di gran caldo, in cui la pianta assimila molto meno. In questa fase estiva, in certi casi, può essere consigliata l‘interruzione della fertirrigazione, in particolare in piante sensibili o mediamente sensibili.

Conducibilità dell’acqua

Il valore dichiarato è solitamente in microSiemens, partendo da valori molto bassi delle migliori acque (ad esempio 100-200 microSiemens) a valori di maggior difficoltà di gestione per l’alta quantità di sali presenti (ad esempio 800-1000 microSiemens).

Nota: da considerare sempre che il valore della conducibilità non ci dice da cosa è data, per questo è opportuno fare sempre una indagine mirata.

Conducibilità del concime

Ogni concime riporta in etichetta la conducibilità prevista per il medesimo in una soluzione ad 1 grammo per litro di acqua (distillata).
Al momento della fertirrigazione io dovrò sommare la conducibilità dell’acqua alla conducibilità del concime per la dose prevista.

Esempio:

  • Conducibilità acqua 350 microSiemens
  • Conducibilità Peters Professional 20-20-20 a 1 grammo litro: 800 microSiemens

 

Supponendo una concimazione con 0,8 grammi/litro, la conducibilità teorica della soluzione finale sarà:                     

Conducibilità acqua   350 microSiemens
Conducibiltà concime 0,8 * 800= 640 microSiemens
TOTALE 990 microSiemens

 

Da questo semplice ragionamento si deduce che in caso di acqua con elevata conducibilità dovrò utilizzare concimi molto puri e magari “tagliare” l’acqua con acqua piovana, se disponibile.

Una eccezione a questo semplice calcolo dovrà essere applicata nel caso di riduzione dei bicarbonati tramite acido o concime specifico, in quanto la conducibilità verrà ridotta contestualmente all’abbattimento dei bicarbonati.

Soluzione di ritorno

L’altro parametro importante è la lettura della soluzione di ritorno, il drenato che torna cioè alle vasche. Conoscendo la conducibilità della soluzione in entrata e misurando quella del drenato, possiamo infatti capire se le piante si stanno nutrendo o se la nostra soluzione sta rimuovendo sali in eccesso dai vasi, per cui la soluzione di drenaggio presenta una conducibilità maggiore rispetto a quella dela soluzione somministrata. In questo caso la prima cosa da fare sarà una opportuna verifica dello stato dell’apparato radicale per escludere malattie dello stesso. Escluso ciò, sarà opportuno operare con dei lavaggi nel caso la salinità all’interno dei vasi sia realmente troppo elevata. Potremmo anche ridurre la concentrazione della soluzione e vedere di stimolare l’assimilazione da parte delle radici con dei prodotti biostimolanti.

 

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