Floricoltura sostenibile: riuso di vasi e substrati

3 aprile 2020
  • Whastsapp

Riutilizzare vasi e substrati di coltivazione per una floricoltura sostenibile

Riusare e riciclare alcuni dei materiali usati in floricoltura è di sicuro un modo valido per ridurre l’impatto ambientale come pure alcuni costi di produzione. Prima di elencare alcuni accorgimenti per farlo al meglio, diamo un occhio alle normative vigenti in materia.

I rifiuti e le definizioni di legge

  • Entro luglio 2020 gli stati membri dell’UE dovranno recepire la nuova direttiva comunitaria in materia di rifiuti (Direttiva quadro 851/2018/UE) che prevede di ridurre progressivamente i rifiuti da conferire in discarica e ne promuove il riutilizzo a fini produttivi.
  • La normativa nazionale attuale definisce rifiuto “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi”. Quindi, un rifiuto non diventa tale solo in base alle caratteristiche del materiale ma soprattutto dall’intenzione di disfarsene.
  • L’articolo 184 - ter del D. Lgs. 152/2006 (Testo unico in materia ambientale) afferma che un rifiuto cessa di essere tale quando è stato sottoposto ad una operazione di recupero, incluso il riciclaggio e la preparazione per il riutilizzo, e soddisfi i criteri specifici, da adottare nel rispetto delle seguenti condizioni:
    • la sostanza o l’oggetto è comunemente utilizzato per scopi specifici;
    • esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto;
    • la sostanza o l’oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti
    • l'utilizzo della sostanza o dell'oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull'ambiente o sulla salute umana”.

Riutilizzo di vasi e substrati in floricoltura

Il recupero a fini produttivi dei rifiuti si inserisce perfettamente in un’ottica di economia circolare. Riutilizzare vasi e substrato di coltivazione in caso di prodotto invenduto permette di contenere i costi di produzione. Sebbene il loro riutilizzo sia una pratica da favorire, ricordiamoci che è comunque un aspetto delicato e che merita un approfondimento specifico. Infatti, se da un lato permette di risparmiare sia sui costi di produzione che su quelli di smaltimento rifiuti, dall’altro questa operazione, se non operata correttamente, può comportare non pochi problemi in fase di successiva coltivazione. 

Una sanificazione non corretta di vasi e substrati da riutilizzare, comporta dei rischi: 

  • presenza di insetti o funghi patogeni nel substrato della coltura precedente
  • residui nel substrato di agrofarmaci utilizzati per la difesa della coltura precedente
  • vasi non perfettamente integri dal punto di vista strutturale che potrebbero non permettere condizioni ottimali di radicazione e di crescita alle piante

Accorgimenti per un corretto riutilizzo di vasi e riciclo di substrati di coltivazione

Vediamo ora qui di seguito alcuni consigli utili per operare un corretto riutilizzo dei vasi e il riciclo dei substrati di coltivazione. 

Corretto riutilizzo dei vasi 

  • Assicurarsi che il vaso che si intende riutilizzare sia ancora strutturalmente integro e in grado di superare un ulteriore ciclo di coltivazione
  • Operare una accurata pulizia e sterilizzazione del vaso prima di riutilizzarlo e di riempirlo con il substrato

 Corretto riciclo dei substrati di coltivazione

  • Raccogliere il substrato che proviene dalle coltivazioni precedenti in un apposito contenitore, avendo cura di eliminare tutte le porzioni vegetali e le radici delle piante coltivate precedentemente.
  • Vagliare accuratamente il substrato recuperato, per eliminare eventuali ulteriori residui vegetali e le particelle grossolane.
  • Sanificare il substrato che si intende recuperare. Per un’adeguata sanificazione esistono vari sistemi, come ad esempio
    • mezzi fisici (vapore, solarizzazione)
    • mezzi chimici (agrofarmaci specifici e autorizzati in etichetta per la sterilizzazione del terreno e dei substrati di coltivazione)
    • mezzi biologici (uso di microrganismi utili e antagonisti per contrastare i patogeni presenti nel substrato e aumentarne la fertilità.)
  • Controllare che il substrato recuperato abbia mantenuto dei parametri adeguati alla coltivazione delle piante. I principali parametri da verificare sono pH, conducibilità e capacità di scambio cationico.
  • Assicurarsi che nel substrato recuperato vi sia assenza di microrganismi patogeni, di metalli pesanti e di residui di agrofarmaci utilizzati nella coltura precedente. A questo scopo è opportuno fare un’analisi di tipo fitopatologico e multiresiduale al substrato recuperato.

 

BIBLIOGRAFIA, SITOGRAFIA E NORMATIVA: 

  • Direttiva 851/2018/UE Direttiva quadro sui rifiuti
  • Decreto Legislativo 152/2006: Testo Unico Ambientale (Codice dell’ambiente).
  • Legge nr, 154/2016 (Collegato Agricolo), art. 11 e art. 41
  • D.M. 264 del 13 Ottobre 2016 regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti.
  • Sito web Ministero Dell’ambiente e della tutela del Territorio e del Mare: http://www.minambiente.it/