Focus Antracnosi

26 novembre 2020
  • Whastsapp

Focus Antracnosi e strategie agronomiche di prevenzione e gestione.

L’Antracnosi è una patologia dei tappeti erbosi spesso poco diagnosticata, perché non di immediata identificazione, ma è molto frequente sui green di Agrostide e Poa annua.

Data la sua diffusione e particolarità, è una patologia su cui si concentrano da tempo numerosi studi: esistono più di 1455 tra articoli e pubblicazioni scientifiche che la menzionano. Interessante vedere come molti focus riguardino pratiche agronomiche e efficacia dei diversi fungicidi. Una serie di ricerche effettuate negli Stati Uniti, intercorse dal 2005 al 2010, hanno evidenziato alcuni aspetti interessanti, anche a riguardo delle migliori pratiche di gestione della Poa annua, che risulta essere la specie più suscettibile.

Riconoscere la malattia

La malattia è molto caratteristica e si presenta con aree decolorate di diametro compreso tra 10 cm e 3,5 metri. In condizioni favorevoli allo sviluppo, il tappeto erboso diventa prima giallo e successivamente di color bronzo. Lesioni allungate di colore marrone-rossiccio possono essere osservate sulle lamine fogliari, arrivando anche a colpire tutta la foglia. A livello microscopico sono visibili acervuli sia nelle superfici fogliari che sulle radici superficiali: questi producono sete scure sui tessuti morti e marcescenti che possono infettare le piante vicine.

[Immagine 1]

Foto 1 B - https://ag.umass.edu/turf/fact-sheets/anthracnose-foliar-blight-basal-rot ]

 

Uno sguardo agli studi

I principali fattori chiave presi in considerazione negli studi pubblicati sull’argomento, sono:

  • Apporto di N e K con la concimazione (e la conseguente presenza % di N e K nei tessuti fogliari)
  • Valore del pH della rizosfera
  • Altezze di taglio
  • Accumulo di sostanza organica
  • Topdressing
  • Incidenza degli stress idrici 

Apporto di azoto

Gli studi dimostrano che la maggiore aggressività della malattia è collegata a deficienze di azoto.

Le prove sono state condotte senza apporto di  fungicidi e hanno evidenziato che la somministrazione di 0,5 -1,0 g N/m2 a settimana durante il periodo estivo dà una significativa diminuzione della malattia. In condizioni di minor stress, come azione preventiva si possono apportare dosi inferiori di N (0,2-0,5 g/m2). Un altro dato importante che le prove hanno evidenziato è che con apporti superiori a 1,5 g N/m2/settimana, l’incidenza della malattia è superiore.

La chiave è mantenere un valore di azoto nella pianta di circa 3,35% nei tessuti fogliari, usando concimi a lento rilascio o con regolari spoon feeding.

In generale, come pratica di prevenzione, eseguire una buona concimazione primaverile (ovvero evitare di arrivare al periodo estivo con piante sottoalimentate) permette di abbassare la suscettibilità alla malattia.

[Immagine 2 Antracnosi e fonti di N - Schmid et al, 2017.  Potassium nutrition affects Anthracnose on Annual Bluegrass. Crop Science 57 ]

 

Apporto di potassio

Dalle prove è emerso che l’aggressività della malattia è collegata anche alla deficienza di potassio. Per questo è importante valutarne la disponibilità tramite regolari analisi del terreno: valori inferiori alle 40-50 ppm significa una maggiore aggressività della malattia (metodo estrazione Mehlich III).

[Immagine 3 Antracnosi e concimazione potassica - Schmid et al, 2017.  Potassium nutrition affects Anthracnose on Annual Bluegrass]

 

Con apporti annuali di K con valori da 5,4 g/m2 a 21,5 g/m2 , generalmente si osserva una riduzione della malattia, mentre è interessante notare come non aumenta con maggiori livelli di potassio.
La situazione ideale è mantenere livelli nei tessuti fogliari di circa 1,9 %.
La forma di K apportato è un altro dato molto importante perché può incidere sulle prestazioni finali del tappeto erboso (vedi Immagine 4).

[Immagine 4 Antracnosi e tipologia di apporto di K - Schmid et al, 2017.  Potassium nutrition affects Anthracnose on Annual Bluegrass.]

Il pH

Il ph nella rizosfera è da considerare un fattore critico esattamente come l’apporto di N e K.

Si è visto che una moderata acidità nella rizosfera (<5,5) significa una maggiore incidenza della malattia. Pertanto, si è evidenziato come sia preferibile l’apporto di prodotti a reazione alcalina, in modo da mantenere il pH della rizosfera > 6,0 ovvero nel suo valore ottimale.

Altezze di taglio

Nel considerare la gestione del taglio, le prove dimostrano che altezze di taglio inferiori aumentano l’aggressività della malattia. Spesso si considera l’apporto di prodotti a base di ferro come una strategia che diminuisce l’incidenza della malattia: nonostante la popolarità di questa pratica, non vi è alcuna evidenza scientifica in tal senso. È invece dimostrato che con rullature a giorni alterni l’aggressività diminuisce leggermente.

Sembra quindi che la pratica migliore sia un doppio taglio con rullatura ad altezza di 3,6 mm rispetto a ridurre l’altezza di taglio. Come mostra la tabella n. … una maggiore altezza di taglio permette di contenere meglio la malattia.

[Immagine 5 Antracnosi e altezze di taglio -February 2018 – James A. Murphy, Ph.D; Bruce B. Clarke, Ph.D; and John A. Inguagiato, Ph.D]

 

Accumulo di sostanza organica e topdressing

È sicuramente importante preparare una superficie il più possibile levigata e ridurre l’influenza dell’accumulo di sostanza organica alla base della pianta. Sono buone pratiche agronomiche per mantenere in salute il tappeto erboso.

In contrapposizione a quanto in generale si pensa, le prove dimostrano che il topdressing non incide negativamente sullo sviluppo della malattia. È stato anche dimostrato che applicazioni leggere e frequenti (5 T/ha ogni 2 settimane) sono più efficaci rispetto ad applicazioni meno frequenti e con apporti maggiori di materiale. Chi invece pratica topdressing ”pesanti” è meglio che li esegua in primavera (40 T/ha ogni 2 settimane) e non in  autunno, in quanto più efficaci nei confronti della prevenzione della malattia.

[Immagine 6: Protezione della corona con differenti apporti di sabbia - Image from Bruce Clarke, Rutgers Centre for Turfgrass Science, New Jersey]

 

Irrigazione e stress idrici

Non è una novità che l’irrigazione sia un fattore importante anche per il controllo e la prevenzione delle malattie. Dagli studi si è visto come gli stress idrici aumentino l’incidenza dell’Antracnosi: apportando con l’irrigazione il 40-60 % dell’ET vi è una maggiore incidenza della malattia rispetto a compensazioni maggiori (> 80-100 % ET).
Una soluzione può essere ridurre il tempo di bagnatura fogliare e preferire irrigazioni al mattino.

Regolatori di crescita

Un ultimo aspetto, forse non cruciale ma comunque interessante, è che l’uso del regolatore di crescita (Primo Maxx) non favorisce la malattia.

Conclusioni

Negli studi sono state quindi messe a confronto diverse tesi:

  1. Applicazione N: BMP vs apporti minori (200 vs 100 kg N/ha/anno)
  2. Topdressing: BMP vs Basso apporto topdressing (80 vs 40 T/ha/anno)
  3. Taglio: BMP vs basse altezze di taglio (3,2 mm vs 2,3 mm)

Questi confronti hanno permesso di delineare le migliori pratiche manutentive o BMP (Best Management Practice)

[Immagine 7  Antracnosi – BMP – James A. Murphy, James W. Hempfling & Bruce B.Clarke – Dept. of Plant Biology and Pathology – Rutgers University New Brunswick, NJ]

[Immagine 8-  Antracnosi – BMP– James A. Murphy, James W. Hempfling & Bruce B.Clarke – Dept. of Plant Biology and Pathology – Rutgers University New Brunswick, NJ]

[descrizione grafico 8] Si nota che l’apporto maggiore di N dà i migliori risultati così come i topdressing più “pesanti” (considerando l’apporto totale annuo di materiale).

Azioni per prevenire i danni da Antracnosi

  • Nutrizione appropriata (dosaggio N e K) e regolare: da 0,2-0,5 g/m2/settimana fino a 0,5-1,0 g/m2/settimana.
  • Aumento dell’altezza di taglio
  • Utilizzo del regolatore di crescita e leggeri topdressing
  • Eventuale utilizzo di un fungicida preventivo autorizzato (Instrata Elite®) utile nei casi di attacchi frequenti
  • Evitare stress idrici (irrigazioni per rimpiazzare l’80-100% dell’ET).

Elenco degli studi - Bibliografia immagini

Immagine 1 – Foto di sx Proprietà di ICL; foto di dx https://ag.umass.edu/turf/fact-sheets/anthracnose-foliar-blight-basal-rot

Immagine 2 - Schmid et al, 2017.  Potassium nutrition affects Anthracnose on Annual Bluegrass. Crop Science 57

Immagine 3 - Schmid et al, 2017.  Potassium nutrition affects Anthracnose on Annual Bluegrass

Immagine 4 - Schmid et al, 2017.  Potassium nutrition affects Anthracnose on Annual Bluegrass

Immagine 5- Antrachnose on annual bluegrass turf: BMP - James A. Murphy, Ph.D; Bruce B. Clarke, Ph.D; and John A. Inguagiato, Ph.D

Immagine 6- Image from Bruce Clarke, Rutgers Centre for Turfgrass Science, New Jersey

Immagine 7 – James A. Murphy, James W. Hempfling & Bruce B.Clarke – Dept. of Plant Biology and Pathology – Rutgers University New Brunswick, NJ

Immagine 8 - James A. Murphy, James W. Hempfling & Bruce B.Clarke – Dept. of Plant Biology and Pathology – Rutgers University New Brunswick, NJ