Gestire l'acqua in modo ottimale in vivaio dà vantaggi ambientali e economici

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Gestione delle risorse idriche in vivaio

Cos’è la ritenzione idrica

Ogni substrato di coltivazione delle piante in vivaio ha una propria capacità di ritenzione idrica. Con “ritenzione idrica” si intende la quantità d'acqua trattenuta nel vaso dopo l'irrigazione ed il drenaggio di quella in eccesso.
Bisogna calibrare gli apporti d’acqua in funzione del substrato e ridurre la frazione di lisciviazione, in modo da evitare sprechi di acqua e fertilizzante.
La quantità di acqua che sgronda dal vaso va comparata con il totale somministrato alla coltura: l’ammontare di elementi nutritivi che viene dilavato è direttamente proporzionale alla frazione di lisciviazione. Per ridurre la perdita di fertilizzanti con il dilavamento si procede con l’erogazione frazionata dell’irrigazione, suddividendo la quantità totale d’acqua quotidiana in diverse applicazioni fornite nell’arco della giornata.

Microirrigazione

In vivaio uno dei sistemi di irrigazione più diffusi è quello della microirrigazione mediante gocciolatoi o con manichetta che permette un notevole risparmio idrico, energetico ed un’elevata efficienza d’applicazione rispetto ai sistemi per aspersione o – nel caso di vivaio a terra- per sommersione.

La microirrigazioine prevede bassi volumi d’acqua ed elevate frequenze d’adacquamento.

Utilizzare bassi volumi d’acqua per turno è di per sé un vantaggio che tuttavia può trasformarsi in uno svantaggio se non si riesce, per vari motivi, ad avere una frequenza costante di adacquamento e/o se il substrato si asciuga rapidamente, con conseguenti fenomeni di restringimento e compattamento che limitano la distribuzione dell’acqua nel vaso nelle successive adacquate.

In questi casi l’area esplorata dall’acqua si concentra in una sorta di cono bagnato appena al di sotto del gocciolatoio.  Ciò comporta un duplice svantaggio:

  • una limitazione dello sviluppo delle radici, che tendono a concentrarsi maggiormente nella zona più umida.
  • (quando all’irrigazione è abbinata alla fertirrigazione) una concentrazione della salinità e quindi un aumento della EC nella zona interessata con conseguente limitazione dell’utilizzo delle unità fertilizzanti apportate alla coltura e nei casi più gravi fitotossicità per la pianta

In questi casi è opportuno abbinare all’irrigazione un surfattante

I surfattanti

I surfattanti sono dei composti che abbassano la tensione superficiale tra due liquidi o tra un liquido ed un solido: con una minore tensione superficiale il liquido riesce a ridurre l’angolo di contatto con la superficie dove è posto e, di conseguenza, ad “aderirvi” meglio.

In base a questo principio, una bassa tensione superficiale permette all’acqua di penetrare nel substrato diffondendosi meglio fra le particelle dello stesso.

Utilizzato in fase di coltivazione, un surfattante come H2Gro comporta un duplice vantaggio grazie alla diffusione omogenea dell’acqua all’interno del contenitore. Permette infatti un migliore sviluppo dell’apparato radicale ed una distribuzione più omogenea dei sali disciolti nell’acqua.

H2Gro permette di ottenere 3 risultati con un unico prodotto

  1. Minori problemi fitosanitari: una pianta che abbia la possibilità di esplorare al massimo il volume a sua disposizione e che non sia limitata dal fattore acqua (sia in senso negativo che positivo), risulta più sana e forte. E quindi con minori problemi fitosanitari;
  2. Miglior assorbimento dei nutrienti: con H2Gro tutto il volume è perfettamente idratato. L’assenza di zone o microzone più o meno asciutte si traduce nella massima efficienza nutrizionale;
  3. Risparmio idrico: si può stimare un risparmio idrico che va dal 15% al 25-35%, al quale va sommato il risparmio di energia.

H2Gro è un formulato liquido di ICL che può essere applicato al substrato prima dell’utilizzo oppure successivamente, in fase di coltivazione.

 

 

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