Gestire la Rhizoctonia solani o Macchia bruna (Brown patch)

25 agosto 2020
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Rhizoctonia solani: probabilmente la malattia fungina più diffusa sui tappeti erbosi rustici ed i giardini irrigati

La Rhizoctonia solani è un fungo che, quando affligge i tappeti erbosi, viene identificatcol nome di Macchia brunaÈ una patologia che può attaccare la maggior parte delle specie da tappeto erboso ma che risulta particolarmente grave quando si manifesta su Lolium e Festuca arundinacea, dove il danno può essere particolarmente grave e di lunga durata perché sono due specie più suscettibili di altre ma anche perché hanno entrambe una minore capacità di recuperare il danno, essendo specie fondamentalmente cespitose che faticano a ricolonizzare le zone danneggiate, diversamente da specie con portamenti più propagativi dovuti alla presenza di rizomi e stoloni. 

I danni da Rhizoctonia solani creano effetti fortemente antiestetici che però, contrariamente a quelli di altre malattie, sono raramente eradicanti. Su tappeti erbosi maturi, riconoscere rapidamente il patogeno e intervenire su cause e fattori ambientali che lo favoriscono, consente una ripresa piuttosto rapida. Al contrario, attacchi su piante giovani al di sotto dell’anno di età, possono causare perdite di copertura erbosa anche di grande entità.

Riconoscimento della Rhizoctonia solani 

Come spesso succede, anche questa malattia causa effetti che hanno andamento diverso a seconda delle condizioni ambientali, del tipo di erba e del livello manutentivo (in particolare l’altezza di taglio). 

In generale le aree interessate presentano chiazze dall’andamento irregolarmente circolaredi dimensioni tra i 30 cm fino ad un metro e mezzo, che possono poi progredire fino a riunirsi in grandi aree di confluenza. 

Al mattino presto, in presenza di elevata umidità, la parte più esterna dell’area infetta dal patogeno in attività può mostrare un bordo grigiastro, con ife fungine simili a ragnatele. Su prati tagliati bassi l’effetto è quello di un anello definito “fumoso” quasi fosse una bruciatura di una fiamma. 

Al calare dell’umidità l’evidenza del bordo diminuisce e ben presto si può perdere la forma circolare a causa della confluenza di più aree infette. 

Il danno fogliare varia da specie a specie: 

  • modificazioni del colore della foglia (verde oliva) che cedono poi il passo ad imbrunimenti con sottile bordo più scuro nella Festuca arundinacea, 
  • imbrunimento con collasso e disseccamento dell’intera foglia nei loietti, 
  • imbrunimenti localizzati contornati di giallo nelle poe. 

 

L’agente patogeno della Macchia Bruna (o Brown Patch) è un fungo del genere Rhizoctonia: nella maggior parte dei casi si tratta di R. solani in clima caldo e R. cerealis nelle mezze stagioni temperate e umide. Il patogeno, relativamente comune, sopravvive in condizioni avverse grazie a minuscoli organi quiescenti marroni (sclerozi) localizzati nel terreno, nel feltro del tappeto erboso e nei residui vegetali.  

Normalmente il ciclo del patogeno si svolge proprio a carico dei residui vegetali morti, ma quando le condizioni ambientali sono favorevoli al fungo e stressanti per le piante del tappeto erboso, la Rhizoctonia può infettare il prato.  

Rhizoctonia solani: lotta agronomica 

Per impostare una adeguata lotta agronomica alla Rhizoctonia, serve conoscere come si sviluppa e quali sono le condizioni che ne favoriscono l’esistenza. 

Condizioni ambientali favorevoli alla Rhizoctonia solani 

Temperature comprese fra 22 e 30°C con elevata umidità creano la condizione favorevole alla germinazione dello sclerozio che emetterà ife. Se questo avviene in concomitanza con stress del tappeto erboso, ha origine la fase infettiva del fungo. 

Le condizioni del prato che favoriscono l’infezione sono: 

  • livelli eccessivi di concimazione azotata o sbilanciata 
  • eccessi irrigui, soprattutto serali 
  • scarso drenaggio superficiale 
  • ombreggiamento e scarso movimento dell’aria 
  • infeltrimento 
  • tagli effettuati in condizioni di elevata umidità. 

 

Nei prati di nuova semina, oltre ai precedenti, risultano particolarmente favorevoli alla malattia le altezze di taglio troppo alte, utilizzo di lame non affilate e le dosi di semina troppo elevate in fase d’impianto. 

Come si vede tutte le situazioni che producono tappeti con tessuti teneri, ricchi di umidità ed estremamente fitti favoriscono lo sviluppo della malattia. 

Operazioni agronomiche per gestire la Rhizoctonia solani 

Nutrizione 

  • Mantenere adeguati livelli di fosforo e di potassio nel terreno 
  • Evitare la concimazione eccessiva, in particolare con i fertilizzanti ad alto contenuto di azoto. Preferire le forme azotate a lento rilascio 
  • Non cercare di curare attacchi estivi con la concimazione azotata, in quanto questo semplicemente aggraverà la malattia 

 

Taglio del tappeto erboso 

  • Falciare regolarmente per promuovere la circolazione dell'aria e rapida asciugatura dell’erba 
  • Rimuovere non più di un terzo della foglia ad ogni falciatura 
  • In condizioni ideali di crescita, tagliare l’erba all’altezza ottimale consigliata per la specie o il miscuglio presente. Se la malattia è stata presente negli anni precedenti, alzare l’altezza di taglio nei periodi di stress dell’erba 
  • Rimuovere sempre i residui di taglio se sono evidenti macchie di Rhizoctonia 
  • Mantenere la lama del tosaerba affilata 

 

Irrigazione 

  • L’eccesso di acqua è il primo motivo scatenante dell’infezione: calibrare giusti apporti irrigui è il passo manutentivo più importante per la prevenzione e per la cura 
  • Irrigare bagnando il terreno in profondità per promuovere il radicamento profondo 
  • Evitare annaffiature frequenti e leggere  
  • Annaffiare all'inizio della giornata in modo che le lame delle foglie riescano ad asciugare rapidamente, riducendo i periodi di bagnatura delle foglie 

 

Altre pratiche culturali 

  • Sia in semina che in trasemina evitare di utilizzare dosi eccessive di seme: il sovraffollamento favorisce le epidemie della maggior parte dei patogeni fungini 
  • Potate ad arte gli alberi e gli arbusti vicini per aumentare il movimento dell'aria e la penetrazione della luce fino al prato. 

 

Rhizoctonia solani: lotta chimica 

La Rhizoctonia può normalmente essere controllata o tenuta sotto la soglia di intervento chimico seguendo un approccio agronomico. 

Qualora fattori ambientali, la recidività degli attacchi o usi particolari del prato ne richiedano una condizione anche estetica sempre ai massimi livelli, si può intervenire con principi attivi che controllano la malattia. L’uso di fungicidi può essere invece indispensabile in fase di crescita di impianti nuovi o traseminati, vista la maggiore suscettibilità delle piantine giovani.  

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