I criteri per regolare i cicli irrigui del prato in estate

29 giugno 2022
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Come irrigare in modo perfetto: i criteri per regolare i cicli irrigui 

La corretta irrigazione del tappeto erboso inizia con un buon impianto di irrigazione e impostando i giusti criteri per mettere a punto i cicli irrigui. Queste le precondizioni per superare senza eccessivi stress il periodo estivo. I due passi successivi sono: verificare l’acqua venga distribuita in modo corretto e impostare la frequenza e i tempi dei turni irrigui per distribuire il giusto volume d’acqua.

I passi per un corretta irrigazione del tappeto erboso

Per verificare che l’uniformità di distribuzione dell’acqua sia corretta ed esser certi di effettuare la giusta irrigazione del prato, si usano gli appositi pluviometri. 

I pluviometri vanno disposti in più punti del tappeto erboso. In questo modo si può innanzitutto rilevare se la distribuzione è sufficientemente uniforme ed in secondo luogo ottenere un altro importante parametro: la quantità di acqua distribuita dal nostro impianto nell’unità di tempo (mm o l/minuto). Per interpretare tali valori va tenuto conto che 1mm=1lt/mq.

A volte gli impianti di irrigazione non distribuiscono l’acqua in modo uniforme. Ciò è dovuto a errori di progettazione relativi alla disposizione degli irrigatori e alla pressione necessaria al loro funzionamento. Leggere disuniformità sono accettabili (10-15%) e vanno compensate nella programmazione dei tempi. Tuttavia, se le disuniformità eccedono il 15% va modificato l’impianto per non incorrere in costanti problematiche che generano costi maggiori, a causa degli effetti dei ristagni idrici localizzati e quindi malattie o, nella situazione opposta, a causa dello stress idrico e idrofobia. 

Dopo aver verificato l’uniformità della distribuzione dell’acqua, si stabilisce la frequenza esatta dei turni irrigui e il tempo necessario all’impianto per distribuire un volume idoneo.

I cicli irrigui vanno gradualmente adeguati ad ogni cambio stagione, dato che variano le temperature e il tasso di umidità. Uno dei più grandi dilemmi del giardiniere è evitare stress idrici senza favorire gli eccessivi apporti d’acqua che generano ristagni e portano all’insorgenza di pericolose malattie. Di fondo questo è lo scopo di impostare una corretta irrigazione. Non va dimenticato che irrigare in modo corretto porta al contenimento dei consumi su base annua di questa preziosa risorsa.

Cicli irrigui ed evapotraspirazione

L’evapotraspirazione effettiva (ETE) rappresenta il volume idrico disperso in atmosfera dalla pianta e dal terreno e quindi dipende da molti fattori quali la specie stessa e la fase del suo sviluppo (giovane o matura), dalle temperature, dalla radiazione solare, dalla ventosità e umidità dell’aria, nonché alla natura (tessitura) del suolo.

Il suolo e le sue caratteristiche hanno un ruolo fondamentale dato che influenza la capacità di campo, ovvero la quantità di acqua che un terreno può contenere nella sua microporosità, dopo aver sgrondato quella in eccesso.  Ne deriva che i terreni sabbiosi, tendenzialmente poco capaci di trattenere acqua, hanno bisogno di volumi minori per tornare alla loro capacità di campo rispetto ai terreni argillosi; per contro, i terreni argillosi, che notoriamente trattengono molta acqua, hanno una riserva idrica superiore che consente turni irrigui più distanziati.

Anche lo stato del manto erboso influenza l’ETE, in base a:

  • Stato dei tessuti fogliari:
    • tessuti maturi, ben esposti alla luce, concimati con prodotti bilanciati e ricchi di potassio, hanno una miglior consistenza ed equilibrio, che consente loro una minor traspirazione
    • tessuti giovani, o comunque concimati con molto azoto, risultano più acquosi e sottili che, oltre a essere meno resistenti, traspirano molta più acqua. Anche le aree molto ombreggiate soffrono di questa problematica.
  • Massa fogliare: tappeti erbosi molto densi e tagliati leggermente più alti si preservano meglio in quanto sono in grado di riflettere al meglio i raggi solari (albedo). In questo modo il terreno si surriscalda meno e mantiene una maggiore umidità sia all’interno della massa fogliare che nel terreno.

 

Nei mesi estivi in cui le temperature raggiungono picchi molto importanti (>30°C) quali di solito giugno, luglio ed agosto, è bene analizzare tutti i fattori sopracitati e adattare al meglio i nostri cicli irrigui.

 

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