I problemi causati dal feltro

7 novembre 2017
  • Whastsapp

I problemi causati dal feltro

Il feltro è lo strato spugnoso che si forma tra il suolo e la parte area delle plantule, a seguito della decomposizione della materia organica quale, ad esempio, i residui di sfalcio non rimossi. Quando supera il centimetro e mezzo bisogna intervenire affinché il prato rimanga in buono stato.

Effetti negativi dell’eccesso di feltro


  • impedisce o ostacola la penetrazione dell’acqua in quanto, quando si secca, diventa idrofobico
  • crea l’ambiente di incubazione ideale per gli agenti patogeni e favorisce l’insorgenza di malattie
  • interferisce con la semina e la concimazione
  • provoca aree prive di erba

Cos’è il feltro?

Il feltro è uno strato costituito principalmente da parti indecomposte dell’erba di sfalcio non rimossa.
Gli organismi nel terreno – flora microbica, lombrichi ed insetti – si nutrono di questo strato di materiale morto, decomponendolo. Il feltro si sviluppa quando la materia organica si accumula più velocemente di quanto gli organismi riescano a smaltirla. Questo succede quando si eccede con le concimazioni o si irriga superficialmente.
Nei prati con eccesso di feltro:

  • la corona della pianta corre sopra il feltro anziché sotto, dove sarebbe isolata da caldo e freddo
  • le radici arrivano a crescere nello strato di feltro ma non arrivano al terreno, esponendo il manto erboso a rischi di siccità.
  • patogeni e insetti trovano un ambiente favorevole
  • l’acqua ha difficoltà a penetrare nel terreno.

 

I prati con feltro tendono ad essere soffici e la superficie ineguale, facilmente soggetta a “scalping” al momento del taglio dell’erba.

Quando lo strato di feltro è eccessivo?

Per prima cosa vanno ricercate zone secche o morte. Poi si controlla se, al passaggio, sembra di camminare sopra ad una spugna. Rimuovere una carota o, con un coltello, una fetta di terreno.
Assicurarsi di raggiungere lo strato di terreno. Esaminare accuratamente il campione per individuare lo strato spugnoso tra terra ed erba. Misurare lo spessore del feltro: fino ad un massimo di un centimetro e mezzo il feltro non rappresenta un problema. Se supera questa misura, serve intervenire.

Evitare il feltro

  • seguire un regolare piano di concimazione annuale, attenendosi alle dosi indicate ed evitando l’eccesso di concime*
  • impostare un corretto regime irriguo, evitando apporti d’acqua frequenti e superficiali*
  • assicurarsi che il pH del terreno non sia inferiore a 6.0
  • ridurre al minimo la compattazione del suolo, intervenendo con l’aerazione*
  • rasare regolarmente l’erba, rispettando le altezze di taglio ottimali ed evitando di rimuovere più di 1/3 della lunghezza della lamina fogliare*

*(v. links in fondo all’articolo)

La maggior parte dei prati non presenterebbero problemi di feltro se venisse seguito il programma annuale di concimazione e se le irrigazioni fossero adeguate.

Curare il feltro

I metodi meccanici per l’eliminazione del feltro prevedono la sfeltratura e l’arieggiatura (carotatura o verti-drain).

Sfeltratura

Si tratta di tagliare verticalmente lo strato di feltro e rimuoverne gli scarti. Meglio usare il particolare rastrello detto sfeltratore, che al posto dei normali denti ne ha di affilati, simili a lame di coltelli. Esistono sfeltratori meccanici, a lame rigide o a lame elastiche. Si differenziano principalmente per come affrontano le irregolarità della superficie. In caso di rigenerazioni è più consigliato lo sfeltratore a lame rigide.

Arieggiatura

Se ci sono seri problemi di feltro, l’arieggiatura è da preferire. E’ efficace per rompere i terreni troppo compatti. Con il termine arieggiatura si intendono due tipi di operazioni: la carotatura ed il vertical drain (v. link in fondo all’articolo)

Quando ci sono problemi di feltro è bene aerare o sfeltrare una volta all’anno, finché il problema non è risolto. La maggior parte dei tappeti erbosi è probabile che necessiti queste operazioni ogni 4-5 anni, posto che le altre operazioni colturali siano svolte in modo appropriato.

Dopo la sfeltratura o l’arieggiatura, irrigare, concimare e riseminare le zone spoglie. Rimettersi a regime con le irrigazioni, le concimazioni e i tagli.

Quando rimuovere il feltro

L’epoca di rimozione del feltro dipende dal tipo di erba di cui è costituito il prato

Specie   Epoca   Note
Microterme   Tarda estate – 
inizio inverno
  L’erba ha modo di riprendersi rapidamente non dovendo neppure competere con le malerbe infestanti, in quanto sono molto poche quelle che germinano in questo periodo. La sfeltratura va effettuata per lo meno 30 giorni prima del termine della stagione di crescita, prima che il terreno geli, dando così il tempo all’erba di recuperare.
Microterme   Primavera   Si può anche optare per la rimozione del feltro in primavera, prima del rinverdimento tuttavia, a causa della stagione propizia alla germinazione delle infestanti, non ci sentiamo di suggerire questa pratica.
Macroterme   Tarda primavera   Questa operazione va messa in programma dopo il rinverdimento del prato ma prima che inizino i mesi caldi e secchi dell’estate. Una buona regola pratica è rimuovere il feltro dopo la seconda rasatura.
 

Lo sapevi che?

Per ottimizzare i risultati, procedere con la rimozione dopo una pioggia leggera. Eventualmente annaffiare il prato un po’ prima. Evitare invece di operare su prati inzuppati perchè l’attrezzatura correrebbe il rischio di strappare e rompere il suolo anziché affettare e sollevare il feltro.

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