Inquinamento delle acque da nitrati e nitriti

12 aprile 2021
  • Whastsapp

Inquinamento dell'acqua irrigua da nitrati e nitriti 

La formazione di nitrati e nitriti nell'acqua irrigua è un problema che ha assunto un peso considerevole non solo a livello di produzione florovivaistica, ma (e soprattutto) a livello di tutela ambientale. Infatti la presenza di nitrati e nitriti nelle acque irrigue è dannosa sia per le coltivazioni che per la salute delle acque di falda. 

nitrati e i nitriti sono dei composti inorganici dell’azoto (formati da azoto e ossigeno) molto solubili in acqua (idrosolubili). La loro formazione nell’acqua e nel suolo avviene attraverso il cosiddetto processo di nitrificazione, ossia la trasformazione dell’azoto organico da parte dei batteri nitrificanti (nitrosomonas sp., nitrobacter sp.). Il nitrito si può anche formare chimicamente nelle tubazioni idriche in acciaio zincato ad opera dei batteri del genere Nitrosomonas durante la stagnazione di acque contenenti nitrato e povere di ossigeno.

La presenza di nitrati nelle acque superficiali e sotterranee è da attribuirsi a sorgenti diverse che includono gli scarichi civili e industriali, l’agricoltura e la zootecnia. I nitrati provenienti dall’utilizzo di fertilizzanti sintetici possono quindi essere differenziati dai nitrati provenienti dagli scarichi civili e zootecnici. (Fonte ISPRA). L'acqua utilizzata per irrigare le piante, sia di provenienza da pozzo che da fiume, non è mai acqua pura, ma contiene sempre dei sali minerali disciolti. In base al contenuto minerale di sali disciolti la formazione di nitrati e nitriti nell’acqua irrigua è un fenomeno abbastanza diffuso in molte zone.

Tutela delle acque e "concimazione sostenibile"

Le attuali norme comunitarie e nazionali in materia ambientale forniscono obblighi e indicazioni anche per il settore agricolo e florovivaistico nell’ottica di tendere sempre più a produzioni eco-sostenibili e cioè rispettose della salute e dell’ambiente. Difatti, la sostenibilità ambientale di un processo produttivo viene intesa come rispettosa della qualità dell’aria, del suolo e dell’acqua.

Il ricorso ad una “concimazione sostenibile” delle piante è di fondamentale importanza per poter perseguire i seguenti obiettivi:

  • Nutrire le piante in maniera equilibrata per ottenere una produzione ottimale
  • Minimizzare gli effetti indesiderati sull’ambiente (es: lisciviazione dell’azoto nel terreno e nelle acque di falda)

Il ricorso a concimi azotati risulta essenziale per il buon sviluppo vegeto-produttivo delle piante ma, allo stesso tempo, viene fortemente limitato in quelle aree definite “vulnerabili da nitrati di origine agricola” a causa di restrizioni derivanti dalle norme comunitarie e nazionali.

L’azoto è il macroelemento principale per il nutrimento delle piante in quanto contribuisce alla creazione degli acidi nucleici, delle proteine e di altre molecole fondamentali per la vita delle piante. L’azoto derivante dal nitrato è la forma più solubile e più facilmente assorbibile da parte delle piante ma ha lo svantaggio di essere estremamente idrosolubile e, una volta a contatto con il suolo, di lisciviare nel terreno e nelle acque di falda. Nelle aree definite “vulnerabili” è stata accertata (attraverso analisi sulle acque di falda) la presenza di nitrati nell’acqua in quantità superiore ai 50 mg/litro (che è il limite massimo di legge da non superare) e i nitrati presenti nel suolo e nell’acqua possono trasformarsi in nitrosammine, sostanze ritenute a possibile rischio cancerogeno. Per questo motivo, la legislazione europea ed italiana ha posto in 50 mg/l la concentrazione massima ammissibile dei nitrati e 0,5 mg/l la concentrazione massima di nitrito nelle acque potabili.

Le sostanze azotate possono provocare inoltre impatti ambientali negativi su fiumi, laghi e acque costiere in quanto favoriscono, insieme al fosforo, l’eutrofizzazione, cioè la proliferazione incontrollata di alghe a causa dell’abbondanza di nutrimento presente e determinando la diminuzione della qualità di tali ambienti (ad esempio condizioni anossiche e moria dei pesci).

Alte concentrazioni di nitriti e nitrati nelle acque di irrigazione possono provocare nel tempo accumuli di sali nel substrato e accumuli eccessivi di nitrati nelle piante oltre che creare potenziali danni alla salute umana in caso di assunzione di acqua potabile che contenga valori di nitrati in concentrazione superiore ai 50 mg/l (limite di legge). 

Conseguenze dell'inquinamento da nitrati e nitriti nelle acque in florovivaismo

I principali danni alle piante derivanti da un eccessivo accumulo di azoto e di nitrati nelle piante sono:

  • Ritardo nel ciclo di sviluppo
  • Maggior suscettibilità alle malattie e alle fisiopatie (danni da caldo e da freddo)
  • Minore allegagione dei fiori
  • Salinità eccessiva del substrato

Cosa fare per prevenire la formazione di nitrati e nitriti nelle acque in florovivaismo

In condizioni di bassa radiazione solare l’accumulo di nitrato nelle piante e soprattutto negli ortaggi è maggiore. I giorni brevi, caratteristici del periodo autunno-vernino, e la bassa radiazione solare favoriscono l’accumulo di nitrato nelle piante. Un’elevata disponibilità idrica del terreno favorisce nelle piante l’assorbimento dello ione nitrico. Contemporaneamente, però, aumenta la perdita di azoto nitrico dal mezzo di coltura per percolazione verso la falda acquifera nel terreno. Tutti i parametri ambientali e le pratiche colturali che determinano variazioni del contenuto dell’azoto nitrico del terreno influenzano l’accumulo di nitrato nelle piante. Tutto ciò premesso ecco cosa cosa si puo’ fare in prevenzione:

  • se si opera in coltura protetta assicurare una buona radiazione solare alle piante in relazione ai loro fabbisogni integrandola eventualmente con radiazione artificiale (es: luci a led, ecc.) in modo da poter stimolare il metabolismo energetico delle piante e la degradazione dei nitrati nei tessuti vegetali
  • effettuare sempre concimazioni azotate bilanciate in relazione ai fabbisogni nutritivi delle colture prediligendo l’utilizzo di concimi a rilascio controllato dell’azoto.
  • effettuare analisi chimiche periodiche dell’acqua di irrigazione in modo da poter tenere sempre sotto controllo il valore della concentrazione di nitrati e nitriti nell’acqua.

Cosa fare per rimediare alla formazione di nitrati e nitriti nelle acque in florovivaismo

Utilizzare un impianto ad osmosi inversa per l’abbattimento dei nitrati nell’acqua. Utilizzare possibilmente acque di irrigazione con un basso contenuto di nitrati (inferiore ai 50 mg/l). Utilizzare concimi a rilascio controllato dell’azoto e bilanciare le concimazioni azotate.