L’importanza del topdressing

19 maggio 2017
  • Whastsapp

L’importanza del topdressing

Il top dressing è una importante pratica colturale per il mantenimento in ottimo stato del tappeto erboso. È altamente consigliato inserirla all’interno del proprio programma annuale di gestione delle superfici inerbite. Apporta notevoli benefici.

Perche il top dressing?

Si eseguono operazioni di topdressing allo scopo di:

  • livellare l’area e rendere più uniforme la superficie di taglio
  • prevenire e ridurre la formazione del feltro (aumenta la velocità di mineralizzazione della sostanza organica)
  • prevenire la formazione di ristagni idrici, migliorando il drenaggio
  • ridurre l’umidità di superficie, contribuendo a prevenire attacchi funginei
  • favorire lo sviluppo in profondità dell’apparato radicale
  • favorire la germinazione del seme (nelle trasemine)

 

Chiarita la sua importanza, consigliamo di considerare il top dressing come un’operazione da calendarizzare e non di emergenza.

In cosa consiste il topdressing?

L’operazione di per sé consiste nell’applicazione di un leggero strato di terreno, sabbia e/o altri materiali granulari sulla superficie del prato. Tuttavia bisogna assicurarsi di procedere in modo corretto: gli errori in fase di top dressing sono difficili da rimediare. Bisogna quindi valutare molto bene la qualità del materiale che si utilizza e la proporzione tra i vari elementi. Ad esempio, se si eccede con la sabbia, nel lungo periodo si va incontro a fenomeni di eccessiva asciugatura della superficie e riduzione della permeabilità. Una bassa capacità idroscopica, oltre ad esser dannosa di per sè, può anche compromettere l’azione dell’azoto e degli agrofarmaci.

Quando intervenire?

Il top dressing  si esegue sia su prati ad uso sportivo che giardini privati. Lo si esegue per lo più in concomitanza delle operazioni di vertidrain e caroatature, con tappeto erboso in  piena attività vegetativa ed in assenza di pioggia.

  • Prati ornamentali: marzo-giugno/settembre-ottobre
  • Campi sportivi: fine e/o inizio campionato

 

Prima di intervenire è importante tagliare il prato ad almeno 2,5 cm ed arieggiare per rimuovere il feltro. In terreni particolarmente compatti scarificare la superficie. Attenzione: lasciare il prato a riposo per almeno 48 h, per permettere alle foglie di riprendere la piena capacità di fotosintesi.

Quale e quanto materiale utilizzare?

È largamente preferito l’uso di sabbia silicea vagliata o sabbia mista a torba nel rapporto di 85/25.
Quando si parla di sabbia ma, in generale, di tutti i prodotti che entrano in contatto con il terreno, un fattore di fondamentale importanza è il pH.
Un elemento che contraddistingue la sabbia silicea o di fiume è il quarzo, presente in piccoli cristalli simili al granito.
È il loro riflesso brillante che permette di  riconoscere la sabbia silicea da quella calcarea. Quest’ultima crea un innalzamento del pH del terreno danneggiando il prato e le sementi, quindi assolutamente da evitare.

Il dosaggio ottimale corrisponde a di 3-4 litri/m2

Come distribuire la sabbia?

Per ampie superfici l’operazione deve essere meccanizzata ed eseguita con attrezzature come spandisabbia a nastro trainate o indipendenti che permettono una distribuzione precisa e omogenea del prodotto. In piccole superfici si possono utilizzare spandisabbia a spinta.