L’importanza di irrigare i tappeti erbosi senza sprecare acqua: gestire gli stress idrici

4 giugno 2016
  • Whastsapp

L’importanza di irrigare i tappeti erbosi senza sprecare acqua: gestire gli stress idrici 

Distribuire dell’acqua ad una superficie inerbita è un’operazione talmente semplice che spesso la si dà per scontata.
Per un’irrigazione ottimale vanno considerate molte variabili quali  la tipologia di terreno, le caratteristiche delle specie che compongono il miscuglio di sementi, il tipo di clima, ecc.

Regola base: mantenere umida la zona radicale

Per riuscire a farlo, bisogna fornire acqua sino in profondità, impregnando i primi 10-15 centimetri del terreno. Per fare questo serve:

  • assicurarsi di irrigare sufficientemente a lungo
  • stabilire i giusti intervalli di tempo
  • evitare di distribuire acqua in eccesso

 

Il piano di irrigazioni è strettamente legato alla situazione dove si opera: mantenere la zona radicale umida può significare apportare acqua ogni 3-4 oppure ogni 10-15 giorni. Per sapere esattamente quanto e quanto spesso irrigare, bisogna tener conto di molteplici fattori.

Terreno

Argilla

L’argilla trattiene molta acqua ma è molto lenta ad assorbirla e rilasciarla. Idealmente, gli irrigatori dovrebbero far fuoriuscire l’acqua ad una velocità inferiore a quella di assorbimento.

Sabbia

I terreni sabbiosi sono porosi. L’acqua vi penetra facilmente ma altrettanto facilmente ne defluisce. Per mantenere umido questo tipo di terreno ad una profondità di 10-25 cm è opportuno procedere con irrigazioni frequenti.

Terriccio

Con terreno di grana regolare, mantenere in funzione gli irrigatori fino a quando l’acqua inizia a percolare, poi spegnerli ed attendere che l’acqua venga assorbita. Ripetere fino a quando la dose d’acqua necessaria è stata applicata.

Clima

È facilmente intuibile che le condizioni climatiche di una determinata zona influenzino il regime di irrigazioni: volumi e tempi. E’ bene conoscere i fabbisogni delle varie specie, per adeguare l’apporto idrico in base alla condizioni atmosferiche del momento: neppure un prato di Poa pratensis (una delle specie più sensibili alla siccità) richiede irrigazioni ulteriori con temperature attorno ai 15°C, cielo coperto e umidità relativa circa del 60%!

Specie e varietà

La località in cui si trova il tappeto erboso orienta la scelta tra una micro o macroterma.Tuttavia permangono differenze tra specie adatte alla stessa zona.

Macroterme

Crescono attivamente in estate e sono particolarmente adatte ai climi caldi.   La primavera e l’inizio estate sono i momenti migliori per seminarle ed ottenere la giusta competizione con le infestanti.Hanno una buona resistenza agli stress idirici e alle alte temperature. Spesso sono include nelle semine di superifici sportive litoranee. 
Specie macrotemre da tappeto erboso: Cynodon dactylon, Papalum vaginatum

Microterme

Sono specie che crescono attivamente in autunno e primavera. Sono semidormienti in estate, a causa degli stress idrici e termici. Infatti difficilmente sopportano le altre temperature. Tuttavia, a riguardo di questa caratteristica, all’interno microterme, vi sono specie con comportamenti differenti. Ad esempio, la festuca arundinacea ha un comportamento estivo migliore del Lolium perenne. 

Specie microtemre da tappeto erboso: Festuca arundinacea, Poa pratensis, Lolium perenne

Irrigare il tappeto erboso: indicazioni generali

Lo scopo dell’irrigazione è inumidire bene tutta la zona radicale dell’intero prato – fino a 15-20 cm di profondità – e di mantenerla umida. Normalmente servono da 2 a 5 cm/acqua/settimana, sia piovana che proveniente da irrigazione. Il tappeto erboso comunque riesce a sopravvivere con molto meno, ed arrivare a sopportare fino a 8 settimane di siccità: va in dormienza, si secca, ingiallisce ma, in presenza di un buona appartato radicale, non muore. Per favorire radici profonde si può preparare il prato ai periodi di stress, utilizzando LandscaperPro Stress Control 15-0-25+4MgO. Per capire quanto irrigare, misurare con  un pluviometro i millimetri di precipitazioni e stabilire la differenza da colmare con l’irrigazione.

In profondità e alla giusta frequenza

La soluzione ideale è irrigare alla giusta profondità ed alla giusta frequenza.
Irrigazioni troppo frequenti che inumidiscono appena la superficie del terreno fanno sì che le radici non si spingano oltre lo strato umido. L’apparato radicale crescerà poco profondo e la pianta non avrà risorse contro gli stress. Inoltre, lamine fogliari costantemente umide favoriscono lo sviluppo di feltro e malattie.

Il programma di irrigazione va impostato in base al tempo necessario per fornire 10 millimetri d’acqua al metro quadro e a quanto efficacemente il terreno riesce a trattenerla (capacità di campo).

  • Per conoscere la quantità d’acqua erogata dall’ugello si fa riferimento alle indicazioni del produttore. (es.- 0,5 l/min).
  • Successivamente  verificare la capacità di campo del terreno. Se non la si conosce già esiste un metodo abbastanza semplice ma efficace, chiamato “test del cacciavite”, ovvero:
    • avviare l’irrigazione, ad esempio, per 5 minuti al termine dei quali inserire nel terreno un oggetto appuntito (da qui il nome del test), creare un foro sufficientemente largo e controllare la profondità di bagnatura. Se l’acqua arriva a bagnare i necessari 10-15 cm, l’irrigazione ha  raggiunto la profondità voluta. In caso contrario erogare altri 2-3 minuti d’acqua e ripetere il test sino a quando l’umidità raggiungerà la profondità voluta. La somma dei minuti di irrigazione dà il tempo del turno irriguo.
  • Inoltre bisogna valutare che la distribuzione d’acqua sia omogenea. Anche in questo caso si può procedere con un semplice espediente:
    • posizionare sulla superficie dei recipienti uguali (rigidi e profondi tipo lattine), azionare l’irrigatore e lasciarlo funzionare per dei minuti, dopo di che misurare il livello d’acqua in ogni recipiente. Se non contengono lo stessa quantità d’acqua serve regolare l’impianto.

Quando irrigare

La mattina presto è il momento più efficace. L’umidità sulle lamine fogliari favorisce lo sviluppo di malattie: irrigando la mattina il tappeto erboso ha tutto il giorno per asciugarsi. Tuttavia si può fare un’eccezione in zone con temperature giornaliere molto alte e pochissima umidità, perché irrigando la sera si perde meno acqua con l’evaporazione.