La concimazione efficiente del carciofo

12 maggio 2021
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La concimazione efficiente del carciofo

Il carciofo è una coltura dalla fisiologia particolare che richiede specifiche attenzioni dal punto di vista nutrizionale. Al momento, vista la grande concorrenza sui mercati nazionali e internazionali, una pratica colturale ottimale, che contempli anche una concimazione efficiente, è assolutamente necessaria per poter rimanere competitivi.

ll carciofo è coltivato nel mondo su una superficie di poco inferiore a 130.000 ettari, con una produzione totale di 1.327.000 t. L’Italia è al primo posto per la superficie coltivata, circa 50.000 ha, pari al 39% della superficie mondiale e per la produzione totale di capolini, con 474.000 t (36% del totale mondiale). In Italia è coltivato principalmente in Puglia (17.000ha), Sicilia (14.270 ha), Sardegna (13.000 ha), Campania (2.000 ha) e Lazio (1.000 ha).

Ciascuna pianta può generare un numero variabile di capolini di pezzatura più o meno importante. A seconda dell’obiettivo commerciale che ci si prefigge, risulta chiaro che le pezzature Extra e Prima decidono il valore del raccolto, ma è anche importante raggiungere alti livelli di qualità con i capolini di ordine successivo al primo. Per ottenere tali risultati, una nutrizione bilanciata e costante fa la differenza: granulari, fertirriganti e concimi fogliari concorrono ad ottenere produzioni di quantità e qualità elevate e a ridurre possibili problematiche e fisiopatie.

Fabbisogni nutrizionali del carciofo

Il carciofo è una coltura caratterizzata da esigenze idriche e nutrizionali molto elevate.
L’apporto equilibrato di azoto favorisce il rigoglio vegetativo, la colorazione verde intensa delle foglie e la produzione dei capolini.
Il fosforo svolge un ruolo importante nel trasferimento di energia e quindi nel processo fotosintetico.
Il potassio nella pianta gioca un ruolo rilevante su flusso e regolazione dell’acqua nei tessuti, avendo una notevole influenza, come elemento osmotico, sull’apertura e chiusura degli stomi.
Anche calcio, magnesio e zolfo svolgono un ruolo importante, cosi come i microelementi, tra i quali vanno ricordati boro, manganese molibdeno e zinco.
In relazione alle asportazioni, il carciofo è una pianta che assorbe una grande quantità di elementi nutritivi, in particolar modo K2O ed N. Considerando una produzione di biomassa durante il ciclo colturale di 100 T/ha, le asportazioni si attestano su valori di 286 – 44 – 368 – 178 e 28 kg/ha rispettivamente di N, P2O5, K2O, Ca e Mg.
Passando ad analizzare il ritmo di assorbimento dei diversi nutrienti, si può rilevare come segua l’andamento della produzione della biomassa fresca e secca e quindi il picco di maggior assorbimento si verifica con lo sviluppo dello stelo fiorale e la formazione del capolino principale; in questo periodo viene asportato circa un terzo del totale degli elementi assorbiti nell’arco dell’intero ciclo colturale.

Obiettivi della nutrizione del carciofo

Gli obiettivi che si prefigge un piano di concimazione del carciofo sono:

  • Aumento delle rese produttive
  • Aumento della pezzatura dei capolini
  • Riduzione del fenomeno dell’ “atrofia del capolino”
  • Migliore gestione dei patogeni grazie a una nutrizione equilibrata

La concimazione del carciofo secondo ICL

Concimazione di fondo

Come noto, la concimazione di fondo ha lo scopo di apportare al suolo una certa quota degli elementi nutritivi, necessari alla coltura per avere una partenza rapida e senza fallanze.

In questa fase ICL propone due prodotti alternativi:

Agrobase 10-10-16, ternario NPK o in alternativa Agromaster 12-12-22 a cessione controllata. Sfruttando la tecnologia EMax, che permette il rilascio graduale dell’azoto, questo prodotto è in grado di assecondare le richieste della coltura e di minimizzare le perdite di azoto. La presenza di Ca, Mg e S assicurano una nutrizione equilibrata della coltura sin dalle prime fasi.

Dopo la concimazione di fondo si possono adottare 2 strategie nutrizionali.

  • Il ricorso alla fertirrigazione
  • L’utilizzo prevalente di concimi granulari

 

Fertirrigazione

In questo caso gli elementi nutritivi vengono apportati mediante concimi idrosolubili. ICL propone i prodotti della linea Solinure GT, idrosolubili in polvere a basso tenore in cloro.

Particolarmente adatto nella prima fase fino all’emissione dei capolini risulta Solinure GT 14–6–23+2MgO+TE, integrato con Nutri Liquid Base Bio (organico liquido di origine vegetale) ed eventualmente con Nova Plus CalMag+TE, innovativo concime idrosolubile in fiocchi in grado di apportare N, Ca, Mg e microelementi.

Nella fase di produzione la formula preferibile è Solinure GT 10-5-39 + 2MgO+TE integrato con NutriLiquid Std CalMag

Concimazione con concimi granulari

Agromaster 313 Balance 15-7-15 alla rincalzatura

Agromaster 800 N 40-0-0 a inizio produzione

Concimazione fogliare

Sia che si adotti o meno la fertirrigazione, la vasta gamma di soluzioni ICL permette di assecondare le esigenze della coltura anche con tempestivi ed efficaci trattamenti fogliari. L’applicazione fogliare di concimi appositamente studiati per questa tecnica permette di fornire in maniera rapida ed efficace specifici elementi in determinate fasi fenologiche, con positivi effetti sulla produzione e sulla qualità del raccolto.

Relativamente ai microelementi, Micromax WS TE-Mix (microelementi chelati in polvere idrosolubile) o Agroleaf Liquid Zinc M+ sono soluzioni ottimali sia nella fase iniziale che durante il ciclo della coltura.

Agroleaf Liquid Booster e Agroleaf Power High K sono soluzioni la prima per l’apporto di N nella fase di pieno sviluppo degli steli, la seconda per un apporto ulteriore di potassio nella fase di produzione.

Entrambi i prodotti sono specificatamente ideati per l’applicazione fogliare e sono formulati con tecnologie brevettate esclusive di ICL (F3 SurfActive per Agroleaf Liquid Booster e DPI e M-77 in Agroleaf Power High K).

 

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