La concimazione efficiente dell'olivo

23 settembre 2021
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La concimazione efficiente dell'olivo

In Italia la coltivazione dell’olivo (Olea europea L.) è praticata da millenni in svariati contesti ambientali e socio-economici. Sebbene sia di origine caucasica, molti studiosi la considerano una pianta prettamente mediterranea ed infatti è tra le colture più diffuse e tradizionali del nostro paese. Oltre al suo impiego come coltura agraria, l’olivo svolge un importante ruolo di salvaguardia e caratterizzazione del paesaggio agrario italiano. In quanto pianta sempreverde, l’olivo ha una fase vegetativa che continua durante tutto l’anno e manifesta un leggero calo in inverno. Resiste bene alle elevate temperature, agli stress idrici, alla salinità, e tollera meno bene il freddo e i terreni argillosi. I fiori (ermafroditi) si presentano come infiorescenze a grappolo, le mignole, su rami di un anno. Il frutto dell’olivo è una drupa ovoidale.

Fabbisogni nutrizionali dell'olivo

L’olivo è una coltura tipicamente non irrigua e per questo la nutrizione necessita di particolare attenzione. La concimazione al suolo con prodotti granulari è fondamentale per ottenere resa e qualità.

Azoto (N): è il nutriente a cui l’olivo risponde con maggiore rapidità ed è il più importante perché migliora l’attività vegetativa e riproduttiva della pianta limitando fenomeni indesiderati di alternanza di produzione. Stimola l’accrescimento sostenendo la produzione di nuovi germogli; controlla con il fosforo la dominanza apicale; facilita i processi di allegagione dei fiori e di sviluppo dei frutti; è componente della clorofilla e ne aumenta la quantità nelle foglie favorendo così l’assimilazione degli altri elementi. L’olivo reagisce piuttosto velocemente alla somministrazione di azoto, ma la sua azione è strettamente connessa alle disponibilità idriche del suolo.

Potassio (K): è l’elemento della produttività e della maturazione dei frutti. Presente nei centri di più intensa attività biologica, il potassio è basilare nei fenomeni connessi al metabolismo idrico della pianta, accentuandone la resistenza alla siccità e alle malattie fungine. Il potassio favorisce la sintesi degli zuccheri, il loro accumulo sotto forma di amido e la formazione dei grassi (lipogenesi), aumentando la resa in olio delle olive.

Fosforo (P): è un componente essenziale di enzimi e proteine e svolge un ruolo di primaria importanza nel processo di divisione cellulare e nello sviluppo dei tessuti meristematici. Riguardo all’influenza del fosforo sulla produttività della pianta la letteratura, ancora insufficiente, indica che il fosforo favorisce i fenomeni legati alla fioritura, all’allegagione e ai processi metabolici che accelerano la maturazione dei frutti.

Calcio (Ca): la sua funzione principale è collegata alla resistenza meccanica dei tessuti. Nella pianta il ruolo svolto dal calcio è strettamente legato alla presenza del potassio tanto che i rapporti ottimali Ca/K per le cultivar esaminate oscillano tra 1,64 e 2,03. Tra le specie arboree da frutto, l’olivo è la pianta più sensibile alle carenze di calcio; tuttavia per i terreni italiani che sono prevalentemente calcarei, il calcio è presente in quantità sufficienti, se non elevate.

Magnesio (Mg): costituente della clorofilla, è attivatore per molti enzimi e interviene nei processi di sintesi dell’RNA.

Boro (B): elemento che interviene nel metabolismo dei carboidrati e che attiva diversi sistemi enzimatici e numerose funzioni ormonali. Ha un ruolo determinante nella sintesi dei flavonoidi, delle basi pirimidiniche (DNA e RNA), nel trasporto degli zuccheri attraverso il floema e nella formazione del polline.

La concimazione dell'olivo secondo ICL

Obiettivi della nutrizione

Gli obiettivi che ci si pone quando si imposta un piano di concimazione per l’olivo sono:

  • Aumento produzione per ettaro
  • Riduzione cascola olive
  • Miglioramento parametri qualitativi dell’olio
  • Piante sane e più equilibrate

Concimazione alla ripresa vegetativa

Alla ripresa vegetativa, si consiglia un intervento con Agromaster 25-5-10 o Agromaster 20-10-10, in ragione di 1,5 – 2,5 kg/pianta. I concimi della linea Agromaster, concimi a rilascio controllato con tecnologia EMax, predispongono la pianta a un ottimale germogliamento e migliorano le fasi iniziali di sviluppo e ingrossamento frutto. In questa fase risultano utili applicazioni fogliari di Agroleaf Power High N (3-4 kg/ha) e Agroleaf Liquid Zinc M+ (1 kg/ha). Il primo in polvere e il secondo liquido, sono in grado rispettivamente di attivare il metabolismo della pianta e di fornire microelementi (come lo Zinco) importanti nelle fasi di ripresa vegetativa.

Concimazione in fase di mignolatura

La successiva fase di mignolatura è essenziale per predisporre una produzione ottimale, ottimizzando la fioritura e migliorando la fertilità del polline e quindi l’allegagione. Risultano indicate applicazioni fogliari di Agroleaf Power High P e Nutri Liquid B11 (2+2 kg/ha).

Con l’avanzare della stagione, diviene importante il Potassio. In fase di pre-indurimento nocciolo si consiglia un’applicazione fogliare di Agroleaf Power High K (3-4 kg/ha). Come per il potassio, questa applicazione risulta importante per ridurre la cascola dei frutticini, aumentare l’inoleazione e favorire l’invaiatura.

Concimazione in post raccolta

In Post raccolta si ha l’obiettivo di immagazzinare elementi nutritivi nella pianta per favorire una ripresa vegetativa rapida. La soluzione è la somministrazione di Agromaster 15-7-15 (o 12-8-16) in ragione di 1-2 kg pianta.

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