La qualità dell’acqua influenza la qualità delle piante

14 ottobre 2019
  • Whastsapp

Acqua di irrigazione delle piante in vaso e contenitore & i problemi che può causare

Spesso i problemi delle colture in vaso e in contenitore sono associabili alla qualità dell’acqua di irrigazione utilizzata. Ottimizzare la concimazione, adeguandola al tipo di acqua che si usa in azienda, diventa molto importante.

Nelle produzioni a ciclo chiuso la qualità dell’acqua di irrigazione può costituire un problema. In alcune regioni, e soprattutto nei mesi estivi, l’aumento della concentrazione dei sali disciolti mette in difficoltà molti florovivaisti. Con bassa piovosità l’acqua piovana scarseggia e si devono usare acque di falda molto concentrate, con contenuti elevati di sali zavorra.

 Nel valutare la qualità dell'acqua di irrigazione va prestata particolare attenzione a

  • durezza (contenuto in bicarbonati)
  • valore EC.

 

I sistemi e i processi di desalinizzazione sono molto complicati e costosi, perché richiedono volumi d’acqua elevati e costi di manutenzione onerosi. L’acqua dell’acquedotto, sebbene di qualità eccellente, ha spesso un costo che non la rende un’opzione. Pertanto, oggi si usa sempre di più l’acqua piovana miscelata all'acqua di pozzo o in forma pura.

Le sfide derivanti dall'uso dell'acqua piovana

Quando si opta per l’uso dell'acqua piovana vanno presi in considerazione:

      • l’irrisorio livello di bicarbonati
      • l’assenza di calcio e di magnesio
 
Sono carenze che vanno compensate con i concimi idrosolubili. Apportare Ca e Mg è fondamentale per evitare sbalzi indesiderati del pH e assicurarsi una nutrizione adeguata.

ICL mette a disposizione Peters Excel CalMag e Universol Soft Water: idrosolubili appositamente messi a punto per l'acqua dolce in modo da garantire un pH stabile durante la coltura.  Oltre a N,P,K e microelementi sono prodotti che apportano anche calcio e magnesio.

Problemi legati all’acqua di irrigazione: cause e soluzioni

 

Più nutrienti & EC ridotta = meno stress

Alti valori EC o contenuti eccessivi di sali nel substrato rendono difficile l’assorbimento dei nutrienti per le piante e sono un notevole fattore limitante nella concimazione perché, se esiste già un elevato tenore salino, la possibilità di apportare nutrienti tramite un concime è limitata. Perché le piante possano assorbire gli elementi nutritivi in modo ottimale, le materie prime dei concimi devono essere di qualità elevata.

Gli stress da salinità eccessiva

      • riducono la crescita
      • spesso portano a necrosi indesiderata sulle foglie
      • diminuiscono il valore delle piante
      • in casi estremi, provocano danni alle radici e deperimento delle piante.

 

Idrosolubili purissimi come Peters Professional o Peters Excel apportano nutrienti senza comportare un aumento del valore di EC. Come mostra il grafico, anche Universol riporta buoni risultati. Le piante crescono in modo visibilmente migliore e le radici sono molto più sane.

Come ogni florovivaista sa, in commercio esistono centinaia di concimi idrosolubili. La tentazione maggiore è di sceglierli in base al costo al chilogrammo. Ma la vera scelta oculata è quella di valutare anche (o soprattutto) le caratteristiche delle materie prime utilizzate e le rese.

Prodotti di ottima qualità, oltre a prevedere caratteristiche specifiche per acque normali, dolci e dure, garantiscono:

      • efficienza
        • se ne usa di meno
      • certezza del risultato
        • apporta meno sali zavorra
        • favorisce l’assorbimento dei nutrienti
        • le piante sono più sane.

Per concludere

Qui di seguito due tabelle di riferimento, utili per le tue scelte.

 

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