La tecnica del syringing: una pratica irrigua per le emergenze

3 agosto 2022
  • Whastsapp

La tecnica del syringing: una pratica irrigua molto efficace nelle situazioni di emergenza

Per syringing si intende una pratica irrigua di emergenza in cui si irriga con cicli brevissimi nelle ore più calde della giornata. Questa pratica apparentemente inusuale risulta molto efficace se attuata nei modi e nei tempi corretti.

Prima di entrare nel dettaglio della gestione del syringing, al fine di comprenderne la funzione, è interessante fare una premessa sui meccanismi di termoregolazione della pianta e in generale sui sintomi da carenza idrica.

In una situazione idrica normale, ovvero in cui la pianta ha al suo interno sufficienti quantità d’acqua, questa è in grado di abbassare naturalmente la propria temperatura regolando l’apertura degli stomi, che consentono la fuoriuscita di acqua. Nel momento in cui la quantità di acqua a disposizione non è più sufficiente allo scopo, si chiudono gli stomi (grazie alle cellule di guardia) e successivamente iniziano i sintomi di appassimento.

Quando una corretta irrigazione non basta

Nei periodi molto caldi, quando il tappeto erboso è sotto forte stress termico, capita che nonostante le corrette irrigazioni vi siano i sintomi di carenza idrica diffusa. Ciò accade spesso nelle situazioni più difficili e non ordinarie, quali:

  • Terreni molto sabbiosi o comunque la cui capacità di infiltrazione e di campo non sia ottimale
  • Tappeti erbosi con scarso approfondimento radicale, dovuto a giovane età, errori di fertilizzazione, eccessiva compattazione del suolo o danni da insetti terricoli e malattie
  • Acque irrigue con salinità fuori della norma, che generano difficoltà nell’assorbimento
  • Aree geografiche estremamente ventilate e scarse disponibilità idriche
  • Copertura impianto irriguo non uniforme
  • Scarsa disponibilità idrica in genere, tale da non consentire volumi appropriati.

 

Il buon senso suggerisce di individuare la singola causa scatenante e risolverla; nel frattempo, per contenere lo stress del tappeto erboso, si può mettere in atto il syringing.

La tecnica del syringing: modalità e scopo

La pratica prevede alcuni brevissimi cicli irrigui durante le sole ore diurne ovvero nei momenti di maggior insolazione, che non sostituisce in alcun modo i normali cicli irrigui ma evita soltanto che i tessuti vadano incontro a disidratazione e danni permanenti.

Lo scopo è quello di ridurre artificiosamente la temperatura di esercizio dei tessuti della pianta (<32°C) e “climatizzare” lo strato d’aria immediatamente superiore al manto erboso. In pratica, l’acqua raffredda velocemente i tessuti evitando quindi il raggiungimento di temperature troppo elevate e l’evaporazione crea un microclima ove l’umidità relativa aumenta. Ciò induce la pianta a ridurre la sua evapotraspirazione attraverso la chiusura degli stomi riducendo di fatto le perdite di acqua. Poiché il microclima troppo umido che viene a formarsi è esso stesso un limite all’abbassamento delle temperature è importante non eccedere nel numero di interventi e soprattutto bisogna evitare di impiegare questa pratica qualora non necessaria.

La corretta modalità di esecuzione prevede un minimo di due interventi al giorno che debbono essere eseguiti all’inizio delle ore più calde e proseguire sino al loro naturale abbassamento. Si suggerisce quindi di programmare partenze quotidiane alle ore 12:00, 15:00. Il volume è estremamente ridotto e spesso non quantificato (max 2mm che corrispondono a 2 l/mq) ma nella buona pratica sono sufficienti due/tre giri di irrigatori dinamici.

Mai eseguire durante ore serali o notturne poiché oltre a non avere efficacia, si otterrebbe un velo di acqua permanente sulla foglia per molte ore e quindi un forte aumento delle malattie fungine. Per lo stesso motivo, tali trattamenti andrebbero eseguiti per i periodi strettamente necessari senza abusarne.

 

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