Le operazioni di marzo di manutenzione del verde

25 febbraio 2022
  • Whastsapp

Tappeto erboso, giardino, prato, campi sportivi, manti erbosi: le operazioni di Marzo di manutenzione del verde 

Le operazioni di manutenzione delle superfici inerbite a Marzo sono molteplici. Con la primavera in arrivo i manti erbosi vanno preparati molto velocemente per evitare di creare ritardi nella vegetazione. 

Valutare lo stato del manto erboso serve a stabilire le modalità e l’entità del lavoro, analizzando questi parametri: 

  • Aspetto estetico del manto erboso, ovvero grado di presenza di foglie secche e/o marcescenti 
  • Disamina del feltro presente 
  • Grado di compattazione del suolo e capacità di drenaggio 
  • Densità del fogliame e quindi necessità di trasemine totali e/o localizzate. 

Asportare il fogliame secco in primavera 

L’asportazione del fogliame ingiallito visibile sulla superficie del manto erboso è indispensabile a: 

  • garantire un aspetto più gradevole 
  • ridurre la quantità di materiale organico morto che altrimenti andrebbe ad aumentare il feltro 
  • stimolare l’emissione di nuove foglie e culmi 

 

Procedere con rastrellature manuali o meccaniche (verticutting). Va precisato che asportare il fogliame secco di una specie macroterma rispetto a una microterma è un’operazione più incisiva poiché la percentuale di secco può raggiungere il 100% e può richiedere anche molti passaggi incrociati del macchianario. Abbattere la massa secca favorisce una maggior insolazione degli stoloni che avranno da subito un immediato giovamento, emettendo nuovo fogliame. 

Gestire e controllare il feltro in primavera  

Il feltro è costituito dall’accumulo di tessuti morti o parzialmente morti (foglie, culmi, radici, stoloni) che si stratificano orizzontalmente sulla superficie del prato. Il primo strato di feltro è molto sottile, visibile non appena si scosta il fogliame con le dita, composto dai tessuti più “freschi” ovvero parzialmente vivi. Al di sotto vi è lo strato più vecchio, composto da tessuti morti, che esprime la storia del nostro prato, permettendoci di capire quanto materiale si sia veramente cumulato nel tempo a causa degli stress subiti dalla pianta oppure da eccessive fertilizzazioni azotate a pronto effetto e irrigazioni.  

La somma di questi due strati non dovrebbe generalmente superare 1,5 cm di spessore: questa è la soglia di intervento standard ovvero applicabile nella maggior parte delle situazioni. Eccedere tale soglia comporta numerosi disagi per la pianta, come descritto nell’articolo “I problemi causati dal feltro. Piccole stratificazioni entro il centimetro, sono un giusto compromesso così da lasciare il livello manutentivo contenuto e lasciare il colletto della pianta protetto da intenso calpestio. Chiaramente i tappeti erbosi a uso sportivo, come campi da golf e campi da calcio, prevedono valori bassissimi di feltro per non inficiare la scorrevolezza della palla o il calpestio. 

Sta all’esperienza del manutentore valutare se e quando intervenire per asportare il feltro in modo più approfondito con apposito macchinario, in quanto questa operazione non deve essere necessariamente eseguita con cadenza annuale.  

Ricordiamo inoltre che l’asportazione meccanica del feltro apre fisicamente dei varchi all’interno del manto erboso che risultano indispensabili qualora si debba procedere con una successiva trasemina. Se però traseminare non fosse necessario, consigliamo di intervenire con un apposito diserbante antigerminativo come Ready Germiplus® per prevenire l’insorgenza di specie infestanti.

La compattazione del suolo e le buone pratiche manutentive primaverili 

Quando il suolo ha visivamente ridotto la sua capacità di infiltrazione idrica non è più in grado di far defluire correttamente anche i normali cicli irrigui. Durante il corso dell’inverno le frequenti piogge hanno sicuramente messo a dura prova il terreno e come reagisce il tappeto erboso ci dimostra se il suo grado di compattamento sia divenuto eccessivo. 

Per valutare la compattazione un altro parametro fondamentale è la risposta del manto erboso alle concimazioni minerali. Quando una fertilizzazione sortisce effetti minimi o nulli e il drenaggio si è ridotto pesantemente è facile dedurre che la forte compattazione abbia determinato asfissia e compromesso la fertilità del suolo. Per approfondire vedi l’articolo sul ciclo dell’azoto e tappeti erbosi. Se si è giunti a questa fase occorre intervenire tempestivamente con un intervento di aerazione del suolo, come indicato nell’articolo sulle pratiche agronomiche per prevenire o rimediare alla compattazione del suolo.

Marzo è da ritenere il termine ultimo per eseguire una aerazione del suolo, in modo da dare alle piante il tempo di emettere nuove radici prima che le temperature salgano eccessivamente; questo significa conoscere e rispettare il ciclo vegetativo della pianta ottimizzando i benefici di questa buona pratica. Per approfondire leggi l’articolo sui carboidrati di riserva per il tappeto erboso. 

Semine e trasemine primaverili 

Marzo porta con sé temperature ottimali per la germinazione. Tuttavia la finestra di intervento è breve perché le temperature si innalzano velocemente. È necessario ultimare tutte le operazioni primaverili il più celermente possibile per evitare che la pianta affronti il caldo estivo senza un adeguato apparato radicale. 

Nel caso di nuove semine va posta molta attenzione nella scelta delle specie da utilizzare. Vanno valutate con cura:  

  • esposizione (sole, ombra o mezz’ombra) 
  • intensità manutentiva (valutare frequenza interventi possibile) 
  • esigenze idriche e nutrizionali 
  • condizioni climatiche del luogo. 

Interrare leggermente la semente (2/3mm) senza eccedere: coperture eccessive possono ritardare l’emergenza del seme o indurre marcescenze del colletto.  

Concimazione primaverile del tappeto erboso 

Procedere al più presto con la concimazione del manto erboso, per consentire al prato di avvantaggiarsi il prima possibile rispetto alla stagione ma senza dimenticare l’importanza del giusto bilanciamento degli elementi nutritivi e della cessione graduale dell’azoto.  

La scelta del concime corretto è uno dei punti cardine del lavoro del manutentore del verde, che va adeguata a ogni cambio di ogni stagione o fase vegetativa. 

Nel caso di tappeti erbosi maturi impiegare fertilizzanti bilanciati tipo LandscaperPro Universtar o Maintenance 20-5-8+2MgO (mettere il link ai prodotti) che offrono la giusta risposta iniziale a pronto effetto seguita dalla cessione controllata degli altri elementi nutritivi. Per prestazioni superiori impiegare ProTurf High N 21-5-6+2,5MgO con granulometria mini e doppia tecnologia (Poly-S e Polyhalite) oppure SierrablenPlus Spring Starter 24-5-13, che presenta una maggiore percentuale di azoto avvolto (79%) e anche potassio (27%): questo garatisce una maggiore durata di cessione e minori perdite per lisciviazione. 

In caso di trasemine è preferibile usare LandscaperPro New Grass 16-25-12 in quanto l’alto titolo in fosforo ed il 65% di azoto avvolto da Poly-S favorisce notevolmente una maggiore radicazione e evita picchi di accrescimento che aumentano troppo la competizione del vecchio prato verso le giovani plantule. Se si punta al massimo sul mercato, scegliere SierrablenPlus Renovator PT Pearl Tecnology® 11-11-5+8MgO che, basato sulle tecnologie Pearl e Poly-S, garantice una radicazione 2,5 volte superiore perchè rilascia gli elementi nutritivi solo in risposta agli essudati acidi prodotti dalle radici emesse, quindi nessuna perdita e massima efficacia.  

Per maggiori risultati nelle semine si consiglia l’impiego di SierraBlenPlus Turf Starter Pearl Tecnology® 5-28-0+16MgO

 

Per aumentare la tua conoscenza su alcuni aspetti legati a trasemina e rigenerazione, qui sotto trovi alcuni link interessanti:

 

APPROFONDIMENTO: Pratiche agronomiche per prevenire o rimediare alla compattazione del suolo