Marzo: manutenzione primaverile del giardino e del tappeto erboso

1 marzo 2021
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Marzo: manutenzione primaverile del giardino e del tappeto erboso

Con marzo il giardino e il tappeto erboso sono in piena ripresa vegetativa. Ci sono importanti operazioni agronomiche di manutenzione da eseguire per far ripartire il giardino e il prato al meglio e serve concimare perché, all’aumentare di temperature e fotoperiodo, aumenta anche la crescita di foglie, fusti e radici. Di solito a marzo si imposta il programma di concimazione annuo che tiene conto delle specie impiegate, della tipologia del terreno, del tipo di utilizzo si fa della superficie inerbita, delle necessità estetico-funzionali e delle eventuali analisi chimiche-fisico del terreno.

Pratiche manutentive per il tappeto erboso a marzo

Taglio del tappeto erboso

Con la ripresa vegetativa, il taglio stimola la formazione di nuovi culmi e aumenta la densità del tappeto erboso. Vanno rispettate sia la frequenza che l'altezza di taglio. La giusta frequenza evita fenomeni di scalping mentre l’altezza corretta (in funzione della specie e del range minimo e massimo) è importante perché non rispettando la regola del terzo - fondamentale per un buon taglio del prato- e abbassando troppo l’altezza delle lamine fogliari si ha una riduzione della produzione di carboidrati di riserva e anche minor approfondimento dell'apparato radicale.

Arieggiatura (o verticut) del tappeto erboso

L’arieggiatura o verticut incrementa l’ossigenazione e al contempo l’eliminazione del feltro se presente in eccesso. Il feltro nel prato inibisce il movimento dell’acqua e dei concimi con minore scambio gassoso. Il verticut assume un’importanza fondamentale soprattutto se il tappeto erboso è seminato con specie che hanno una vigorosa crescita laterale, come ad esempio molte specie macroterme che traggono beneficio dal taglio degli stoloni. La stagione primaverile è il momento perfetto per tutte le operazioni agronomiche perché permette un rapido recupero.

Trasemina del tappeto erboso

La trasemina (in inglese overseeding) è la distribuzione di semente su un prato già insediato. Permette di ripristinare la giusta densità e percentuale di specie desiderata all’interno del manto erboso nel caso ve ne sia bisogno.

Carotatura del tappeto erboso

La carotatura aumenta l’ossigenazione, la percolazione idrica e la diminuzione del compattamento che rende meno poroso il terreno. Quando si asportano le carote di terreno si aprono dei fori che permettono di andare a migliorare la tessitura del suolo apportando sabbia silicea e di incrementare l’ossigeno per le radici che in questo modo miglioreranno il loro approfondimento.
Solitamente l’area soggetta a carotatura è una porzione limitata che va da 1 al 5% della superficie trattata. Per questo motivo sarà possibile effettuare l’applicazione di antigerminelli granulari nel caso non si debbano effettuare trasemine, per il controllo delle infestanti. Nel caso fosse già stato applicato l’antigerminello l’operazione di carotaggio diminuirà in maniera trascurabile l’efficacia generale per il controllo delle infestanti, anche se è pratica comune effettuare le lavorazioni agronomiche prima della sua applicazione.

La concimazione primaverile dei tappeti erbosi

Il semplice gesto della concimazione primaverile delle superfici inerbite con concimi a cessione controllata ha in realtà una funzione molto importante e vitale per il coretto sviluppo del tappeto erboso. Con l’apporto di soli 30 grammi di concime CRF (Controlled Release Fertilizer) infatti non si applicano solo N P K bensì una tecnologia di cessione dell’azoto che permette di evitare picchi di crescita, per mantenere graduale la colorazione e ridurre i residui di taglio. Usando, ad esempio, LandscaperPro Maintenance 20-5-8 a 30 g/m2 si apportano 6 kg di N (azoto) per 1.000 m2 di elemento nutritivo che viene gradualmente ceduto in un arco di 3 mesi. Questo significa che si apportano 2 kg/1.000 m2 di N per mese di crescita.

Fabbisogno di azoto di Festuca arundinacea e Poa pratensis alla ripresa vegetativa

Qual è la reale esigenza di azoto della Festuca arundinacea in ripresa vegetativa? Equivale all’asportazione mensile che si attesta sui 2-2,5 kg/1.000 m2 di N/mese. La Poa pratensis che è più esigente soprattutto in ambito sportivo, arriva a richiedere anche 4-4,5 kg/1.000 m2 di N/mese. In questo caso non occorre cambiare titolo perché è sufficiente aumentare la dose, ricordando che con la tecnologia a cessione controllata Poly-S non si va incontro a bruciature o picchi di crescita incontrollati.

Quindi a seconda delle esigenze del tappeto erboso che stai gestendo puoi scegliere i titoli più idonei e lasciare lavorare la tecnologia al tuo posto.

Possibili problematiche del tappeto erboso a  marzo

Infestanti e malerbe del tappeto erboso a marzo

In questo periodo è possibile assistere alla germinazione di alcune specie infestanti microterme. Ne citiamo una su tutte, che preoccupa i manutentori del verde, la Poa annua (v. foto) sulla quale è ancora possibile intervenire in pre-emergenza con Ready Germiplus
La primavera è il periodo in cui si sviluppano anche le perenni dicotiledoni, come bellis perennis, plantago, tarasscum ecc.

Patogeni fungini e malattie del tappeto erboso a marzo

Le malattie funginee di fine inverno-inizio primavera possono causare maculature e antiestetici effetti. È il caso degli effetti del marciume rosa invernale (microdochium nivalis). Abbiamo inserito in link per una descrizione dettagliata del Marciume Rosa Invernale o Microdochium nivale.

Per il controllo preventivo dei funghi patogeni del terreno e dei substrati che attaccano l’apparato radicale e il colletto dei tappeti erbosi sportivi nel periodo tardo primaverile-estivo (Sclerotinia, Pythium, Rhizoctonia) è auspicabile l’impiego di Bioten®. Bioten agisce in via preventiva e una volta applicato al terreno/substrato, sviluppa e colonizza rapidamente le radici e la rizosfera creando una vera e propria barriera fisica che ostacola l’accesso dei patogeni agli organi bersaglio. In particolare l’azione antagonista si svolge sottraendo lo spazio vitale e gli elementi nutritivi con il risultato di inibirne la crescita e la diffusione.

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