Miglioramento delle tecniche di efficienza irrigua in florovivaismo

12 giugno 2020
  • Whastsapp

Il miglioramento delle tecniche di efficienza irrigua nel florovivaismo

L’efficienza irrigua e in generale l’uso corretto dell’acqua sono aspetti della produzione florovivaistica di fondamentale importanza. La disponibilità di acqua per l’irrigazione influenza tutte le funzioni delle piante floricole e da vivaio: la respirazione, la fotosintesi, l’accrescimento e la moltiplicazione cellulare, l’assorbimento e la traslocazione degli elementi nutritivi. Di tutti i fattori della produzione florovivaistica, l’acqua è quella che viene richiesta in quantità più elevata dalle piante.

L’acqua è da sempre la fonte essenziale di vita non solo per le piante ma anche per l’uomo e gli animali e senza di essa non esisterebbe vita sul nostro pianeta. Basti pensare che il corpo umano è formato per circa l’80-85% di acqua così come i tessuti vegetali delle piante.

Il giusto apporto di acqua

Dal giusto apporto di acqua dipende la futura buona crescita delle piante.

A livello fisiologico, l’acqua gioca un ruolo importantissimo nel metabolismo generale delle piante:

  • veicolando le sostanze nutritive (es. concimi) per assorbimento radicale o fogliare
  • regolando i meccanismi fisiologici
  • garantendo la giusta idratazione delle cellule e dei tessuti vegetali.

 

La giusta quantità di acqua da apportare alle piante varia, tra le altre cose, anche in base alla tipologia di substrato presente nel vaso (argilloso, sabbioso, ecc.) e alla sua capacità di ritenzione idrica. Ad esempio, un substrato di tipo argilloso trattiene molta più acqua rispetto a un substrato più leggero e sabbioso.

Il meccanismo fisiologico attraverso il quale la pianta regola l’afflusso e l’assorbimento di acqua è fortemente influenzato dall’evapotraspirazione, ossia la perdita di acqua attraverso le foglie. Quando l’acqua evapotraspirata dalle foglie supera quella assorbita dalle radici vi è un bilancio idrico negativo e si verificano i cosiddetti fenomeni di deficit idrico. Il deficit idrico di per sé non causa stress idrico, che di solito è conseguenza di un deficit idrico prolungato spesso causato da un ridotto apporto e assorbimento di acqua. In questi casi iniziano a verificarsi alterazioni metaboliche determinate dalla mancanza d’acqua. Uno stress idrico prolungato può portare alla morte dei tessuti vegetali e delle piante.

Le principali funzioni svolte dall’acqua nei tessuti vegetali

  • È reagente nella fotosintesi clorofilliana e in tutti i processi idrolitici delle piante
  • Regola la moltiplicazione e l’espansione cellulare
  • È solvente delle sostanze nutritive del terreno permettendone l’assorbimento radicale
  • È veicolo degli elementi nutritivi e dei prodotti metabolici sintetizzati all’interno delle piante
  • Ha un’azione termoregolatrice (regola i meccanismi fisiologici della termoregolazione nelle piante) bilanciando le perdite di acqua per evapotraspirazione.

Danni provocati da apporti eccessivi di acqua alle piante

  • Asfissia radicale dovuta ad un eccessivo ristagno idrico nei vasi
  • Marciumi radicali
  • Patologie funginee a livello radicale da elevata umidità e ristagno idrico nelle radici
  • Eccessiva perdita di acqua per lisciviazione dai vasi

Fisiopatie da scarso apporto di acqua

  • Evapotraspirazione elevata con eccessiva secchezza dei tessuti vegetali
  • Squilibri fisiologici negli scambi cellulari e anomalie nell’ assorbimento dei nutrienti
  • Accrescimento stentato e nei casi piu’ gravi secchezza della pianta

Consigli per il miglioramento dell’efficienza irrigua in florovivaismo

Una scarsa efficienza irrigua è un fattore limitante del florovivaismo in vaso ed è direttamente  responsabile anche della lisciviazione dei concimi e dei fitofarmaci che vengono applicati. Elenchiamo qui di seguito alcuni accorgimenti che permettono di migliorare sensibilmente l’efficienza irrigua e migliorare le produzioni in floricoltura e in vivaio:

  • Controllare l’efficienza degli impianti irrigui (a pioggia, a goccia, subirrigazione, flusso e riflusso su bancali) e pianificare regolare manutenzione periodica
  • Scegliere il sistema di irrigazione più idoneo al tipo di coltivazione che si va ad attuare
  • Assicurarsi sempre che le quantità di acqua apportate siano distribuite in maniera uniforme lungo tutto l’impianto di irrigazione
  • Controllare che non vi siano perdite di acqua lungo gli impianti di irrigazione
  • Calcolare un giusto apporto irriguo in relazione ai fabbisogni della coltura e alle perdite per evapotraspirazione.
  • Aumentare l’efficienza irrigua dei sistemi di irrigazione per aspersione (distanziamento corretto degli ugelli, linee in pressione, ecc.)
  • Programmare gli interventi di irrigazione basandosi sulle condizioni ambientali del periodo e sulle reali esigenze delle colture e non solamente sui temporizzatori (timer)
  • Raggruppare in zone omogenee piante che hanno esigenze idriche simili
  • Disporre il massimo numero di vasi nell’area oggetto di irrigazione
  • Prevedere la possibilità di interrompere l’erogazione dell’acqua in caso di umidità elevata
  • Se possibile, interfacciarsi con sistemi computerizzati in grado di monitorare le condizioni meteorologiche e altre variabili utili per la gestione dell’irrigazione
  • Fra in modo che l’impostazione dei tempi di inizio e durata dell’irrigazione sia flessibile

 

L’utilizzo di agenti umettanti aiuta a bagnare in modo omogeneo tutto il profilo del substrato. Permettono di ridurre i volumi di irrigazione ed il run-off e favorisce contemporaneamente un uso più efficiente dell’acqua e dei nutrienti veicolati con l’irrigazione. Agenti umettanti come H2Gro garantiscono 3 azioni in una: irrigare, diffondere & penetrare e reidratare.

FONTI:

  • Environmental Management Best Practice Guidelines for Nursery Industry, 2002.
  • Il pilotaggio dell’irrigazione nelle colture florovivaistiche (Laura Bacci, Elisabetta Checcacci) Pubblicazione ARSIA TOSCANA

 

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