Perché l'acqua non penetra nei suoli idrofobici

16 settembre 2019
  • Whastsapp

Perché l'acqua non penetra nei suoli idrofobici 

Ondate di calore e siccità portano a situazioni sfidanti: molti agricoltori devono affrontare restrizioni all'irrigazione e/o impegnarsi in laboriose operazioni per riportare i livelli di umidità a condizioni ottimali.

Il terreno respinge l'acqua a causa di molecole organiche che possono essere rilasciate a seguito dell'attività dei microrganismi, della materia organica e del tessuto vegetale in decomposizione. Queste molecole organiche, o idrofobi, creano un sottile strato di rivestimento ceroso attorno a ciascuna particella di terreno, rendendolo idrorepellente. Maggiore è il livello di idrofobicità del suolo, minore è il tasso di infiltrazione di acqua.

Le molecole d'acqua sono bipolari e hanno una notevole forza di coesione: attraggono molecole dello stesso tipo. La loro forte attrazione reciproca e la loro debole capacità di legarsi con le particelle cerose del suolo, portano alla formazione di piccole gocce con un ampio angolo di contatto. L’alta tensione superficiale impedisce alle gocce d'acqua di diffondersi su un'ampia porzione di terreno.

La probabilità che un suolo sia o diventi idrorepellente è determinata non solo dalla presenza di materiale idrofobico, ma anche dalla tessitura del terrenolo (Hunt and Gilkes, 1992).

Grafico: Andamento dell’acqua nei suoli idrofobici

1. Goccia d’acqua con un ampio angolo di contatto e conseguente tensione superficiale elevata. Ristagni e perdite per run-off sono probabili.
2.Tasso di infiltrazione ridotto in suoli idrofobici, su un’area superficiale piccola.
3. Il flusso ottimale dell’acqua si muove diritto verso il basso attraverso le fessure e le crepe del suolo, seguendo il percorso con minor resistenza.
4. I nutrienti e i prodotti per la protezione delle piante seguono il flusso preferenziale. Si rischia quindi che si infiltrino nelle acque sotterranee.

 

Quando si procede con più irrigazioni aumentano i costi (acqua, manodopera e pompaggio) e si avrà scarso o nullo miglioramento del livello di umidità del suolo. Anche livelli minimi di idrorepellenza influiscono negativamente sul percorso dell'acqua nel profilo del suolo e questo, a sua volta, influenza la crescita e lo sviluppo delle piante. Il risultato finale? Una riduzione della resa delle colture e della qualità del prodotto finale.

Come funzionano gli agenti umettanti?

Gli agenti umettanti del suolo sono prodotti a base di tensioattivi, progettati per migliorare la penetrazione dell'acqua e consentirne una migliore distribuzione nel profilo del suolo, sia in orizzontale che in verticale. Miscelati con l’acqua, i principi attivi riducono la forza di coesione e aumentano la forza di adesione, cioè la forza che attira le molecole d'acqua verso altre sostanze (ad esempio i suoli) e questo fa sì che il terreno non respinga più l'acqua.

Gli agenti umettanti impediscono anche i ristagni superficiali. I surfattanti, infatti, sono formati da una testa idrofila e una coda idrofobica. Quando sono miscelati con acqua, la loro coda idrofobica sporge sulla superficie dell'acqua e ne riduce la tensione superficiale. La ridotta tensione superficiale riduce l'angolo di contatto della goccia con il terreno, consentendo all'acqua di diffondersi su una superficie più ampia. L’effetto che ne deriva è una minor perdita per run-off (deflusso superficiale) su terreni modellati come lo sono molti terreni destinati all’agricoltura (aiuole di coltivazione, baulature, ecc) e migliora il tasso di infiltrazione d'acqua.

Grafico: Le molecole dei tensioattivi interrompono la tensione superficiale dell'acqua quando la 'coda' idrorepellente sporge sulla superficie dell'acqua.

Grafico: Acqua con agente umettante in terreno idrofobo.

1. Gli agenti umettanti riducono la tensione superficiale e l'angolo di contatto, consentendo all'acqua di diffondersi su una superficie più ampia.
2. Gli agenti umettanti migliorano il tasso di infiltrazione e il movimento laterale dell’acqua. In questo modo l’acqua penetra in aree più grandi e aumenta l’idratazione dell’area. Si riducono anche le perdite di acqua e nutrienti per dilavamento o run-off.

 

Quando si affrontano i terreni idrofobici, agire in modo integrato aumenta l’efficienza sia idratante sia nutritiva.

Vanno combinate pratiche agronomiche e agenti umettanti di ultima generazione. Dare all'acqua la possibilità di penetrare più rapidamente nel terreno riduce gli sprechi e incrementa lo sviluppo di radici sane. Un apparato radicale sano determina un migliore assorbimento dei nutrienti e una migliore insediamento. Massimizza l'uso della tua acqua di irrigazione, risparmia sui costi e ottieni rese ottimali di raccolto.

Maggiori informazioni sull'agente umettante e di conservazione dell’acqua nella pagina prodotto

Fonti citate: Hunt, N. and Gilkes, B. (1992) Farm Monitoring Handbook.

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