Preparare il tappeto erboso per affrontare al meglio l'estate

2 luglio 2020
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Preparare il tappeto erboso per affrontare al meglio l'estate: punti essenziali

In Italia, a esclusione delle aree montane, i tappeti erbosi di microterme sono a massimo rischio di degenerazione durante l’estate, a causa della concomitanza di alte temperature e scarsa piovosità. La gestione integrata del tappeto erboso (Integrated Turf Management, o ITM) prevede l’attuazione di una strategia basata in parte su prevenzione e in parte su interventi ordinari. Il manutentore professionista del verde lavora in modo di far arrivare al periodo estivo le piante erbacee nelle migliori condizioni e in salute per poi monitorare e gestire la situazione, in modo che nessun elemento indispensabile sia carente e che la crescita avvenga sotto controllo.

Come far arrivare il tappeto erboso al periodo estivo nelle migliori condizioni:

  • Aumentare l’altezza di taglio prima dell’estate
  • Falciare l’erba con la giusta frequenza
  • Gestire adeguatamente i residui di taglio
  • Mantenere le lame del tosaerba ben affilate
  • Apportare gli elementi nutritivi indispensabili
  • Controllare infestanti e insetti del prato
  • Gestire al meglio l'acqua d’irrigazione del tappeto erboso

 

Vediamo i vari punti nel dettaglio:

Aumentare l'altezza di taglio prima dell'estate

L’aumento dell’altezza di taglio prima dell’estate può avere un effetto positivo sulle microterme. I tappeti erbosi si adattano bene ai tagli frequenti, tuttavia sfalci troppo bassi riducono il vigore delle piante e riducono la propria capacità di produrre nutrienti. Altro elemento importante da considerare è che esiste una relazione diretta tra altezza di taglio e quantità di radici che una pianta erbacea riesce a mantenere. Abbassando l'altezza di taglio si riduce l'apparato radicale e quindi si limita la capacità della pianta di assorbire acqua e sostanze nutritive.
Un altro vantaggio di una maggiore altezza di taglio prima dell’estate è deriva dal fatto che lamine fogliari più fitte e alte ombreggiano il terreno, mantienedno la zona delle radici più fresca e riducendo le condizioni che favoriscono la comparsa delle infestanti stagionali estive.

Falciare l'erba con la giusta frequenza

Per la falciatura spesso si usa una routine, generalmente settimanale nei periodi di maggiore crescita e quindicinale in quelli di crescita minore. È uno schema utile per la gestione del tempo da dedicare a questa operazione e per evitare che la giusta altezza sia presto superata.
In realtà si potrebbe falciare quando il tappeto erboso ne ha effettivamente bisogno: esso cresce a ritmi diversi a seconda della nutrizione, della stagione e delle condizioni climatiche. In primavera, con giornate più lunghe, temperature fresche e molta acqua piovana cresce più velocemente che in estate, con temperature elevate e meno precipitazioni. Il momento giusto per lo sfalcio è noto a tutti i professionisti del verde, seguono la regola d’oro del terzo: con lo si dovrebbe rimuovere solo circa un terzo dell'altezza della lamina fogliare.

Quando l'altezza di taglio
del tosaerba è di cm...

...l'erba va tagliata prima
che superi l'altezza di cm
2,5 3,25
3 3,9
4 5,2
5 6,5
6 7,8
8 10,4


Questo è importante perché l'erba, quando viene tagliata, subisce un certo stress, e questo stress è facilmente tollerato solo se la rimozione della superficie fotosintetica è inferiore al 30 del totale. Se la rimozione è maggiore, la pianta dovrà impoverirsi significativamente di sostanze di riserva per ricostituire nuovi tessuti, entrando in un circolo vizioso che può portare alla morte della pianta. 

Gestire adeguatamente i residui di taglio

È utile lasciare al suolo i residui di taglio? Quando possibile, sì. Le foglie contengono per lo più acqua, si asciugano rapidamente, rilasciano sostanze nutritive nel sistema e fungono anche da isolante termico sul suolo. Assicurandosi di falciare in momenti in cui il prato è asciutto e seguendo la regola del terzo, i residui possono essere restituiti al prato. Una credenza comune, ma errata, è che i residui di taglio lasciati sul prato favoriranno l'accumulo di feltro, ma in realtà i residui gestiti come sopra indicato, non contribuiscono all'infeltrimento. È l'accumulo di residui di taglio provenienti da rasature poco frequenti a soffocare il manto erboso, creare fermentazioni dannose e ombreggiamento: in quel caso vanno rimossi. Per permettere ai manutentori professionisti di lasciare i residui dello sfalcio al suolo, sono disponibili tosaerba con effetto “mulching”, che sminuzzano finemente le parti tagliate e le distribuiscono nuovamente sul tappeto erboso, agevolandone la discesa verso il terreno. La perdita più rapida dell'umidità dei residui aiuta anche a prevenire la diffusione di malattie fungine. 

Mantenere le lame del tosaerba ben affilate

Molto importante la buona affilatura delle lame. Poco dopo lo sfalcio, vi possono essere manti erbosi sani che mostrano però una colorazione grigio-marron-giallastra. Nella maggior parte dei casi lo scolorimento è attribuibile al disseccamento rapido dei tagli eseguiti con lame poco affilate, scalfite o arrotondate, che strappano e schiacciano l'erba, creano una ferita ampia e slabbrata, aumentando così la sensibilità alle malattie.
L’importanza di lame ben affilate aumenta con superfici inerbite giovani e nei periodi di stress, quali caldo, freddo, siccità e/o malattie, perché riducono le sollecitazioni sul manto erboso, eseguono tagli netti e cicatrici facilmente sanabili, evitano perdite di acqua perché recidono i vasi linfatici in modo localizzato.
È buona norma affilare le lame ogni dieci ore di lavoro, aumentare questa frequenza se sul prato ci sono detriti e disporre di una lama in più per avere a portata di mano un ricambio affilato. 

Apportare gli elementi nutritivi indispensabili

Non far mancare al prato gli elementi nutritivi indispensabili al metabolismo. Una buona dotazione di concime azotato nel suolo aiuta la crescita bilanciata, meglio ancora se si tratta di concime a cessione controllata, che segue i fabbisogni e evita i picchi di crescita. D'alto canto apporti di concime potassico attivano gli enzimi che aumentano la resistenza a stress biotici e non, e limitano le perdite d'acqua. Non esagerare con le concimazioni contenenti ferro, che aumenta il metabolismo traspirativo, che diviene potenzialmente pericoloso a causa dei possibili appassimenti rapidi. 

Controllare infestanti e insetti del prato

Le infestanti estive, in quanto naturalmente più adatte alle temperature elevate e alla carenza idrica, sono dei competitori avvantaggiati nella lotta per l’approvvigionamento di acqua e nutrienti, rispetto alle specie da tappeto erboso.
Conviene prestare attenzione anche agli insetti: il caldo estivo e l'erba parzialmente dormiente possono mascherare i danni causati dagli insetti proprio quando aumenta lo stress dovuto all'attività di cibazione da parte della fauna che si nutre di germogli e radici. 

Gestire al meglio l'acqua d’irrigazione del tappeto erboso

Il tappeto erboso per rimanere sano e continuare a crescere ha bisogno mediamente di almeno un centimetro d'acqua alla settimana. Durante l'estate è quasi sempre necessario aumentare la frequenza e il volume delle irrigazioni perché il consumo aumenta e, in più, bisogna compensare l'elevato tasso di evaporazione che le condizioni estreme causano. L’evaporazione crea perdite sia dovute alla traspirazione dell'erba ma anche a causa dell’evaporazione dal suolo, che è tanto maggiore quanto esso è più scoperto. Questo però non deve portare a esagerare: spesso l'eccesso di acqua può creare morte delle piante rispetto a una moderata carenza, che può invece indurre la pianta ad andare solo in semi-dormienza. 

L'aspetto non ottimale del tappeto ci dice molto dello stato del prato

Un manto erboso sano può mostrare una colorazione che tende al grigio-marrone-giallo poco tempo dopo la falciatura. Nella maggior parte dei casi questo scolorimento può essere attribuito alla creazione di parti rapidamente disseccate su ogni foglia tagliata con lame poco affilate: una lama scalfita o arrotondata strappa e schiaccia l'erba, creando una ferita ampia e slabbrata, rendendo la pianta sensibile alle malattie.
Mantenere la lama sempre affilata, ma soprattutto con l'erba giovane e nei periodi di stress (caldo, freddo, siccità, malattie. Una lama di taglio affilata riduce le sollecitazioni sul manto erboso, crea una cicatrice facilmente sanabile, evita perdite di acqua dovute a vasi linfatici danneggiati per tratti lunghi invece che recisi in modo localizzato. É buona norma empirica quella di affilare la lama ogni dieci ore di lavoro (molto più di frequente se ci sono detriti sul prato quando si taglia) ed acquistare una lama in più in modo da avere a portata di mano un ricambio affilato.