Prevenire i problemi del tappeto erboso e migliorare i risultati

29 marzo 2022
  • Whastsapp

Prevenire i problemi del tappeto erboso e migliorare i risultati: operazioni di Aprile

Prevenire è meglio che curare, vale anche per il nostro prato. La miglior base per mantenere un manto erboso sano, denso e vigoroso, in grado di offrire una buona resistenza al calpestio e alle avversità (malattie fungine, siccità, parziali ombreggiamenti) è la concimazione bilanciata dei tappeti erbosi senza picchi, senza carenze, seguendo un calendario regolare.

Con un piano di concimazioni preciso e ben cadenzato si riesce a:

  • garantire un accrescimento costante, senza picchi o carenze durante tutto l’anno, rispettando i naturali ritmi della pianta legati alle stagioni
  • nutrire in modo appropriato tutte le fasi di crescita della pianta (semina, inzollatura, ripresa vegetativa, preparazione agli estremi termici, ecc.)
  • formare una pianta equilibrata, con un apparato radicale ben proporzionato alla parte aerea, come illustrato in questo articolo che dimostra l’equazione radici sane = tappeto erboso sano
  • ridurre l’insorgenza di infestanti e malattie fungine e contrastare gli stress in genere.

 

Gli effetti dell’alternanza di carenze e eccessi nutritivi nel tappeto erboso

Nutrire in modo equilibrato significa evitare sia carenza che eccesso di concimazione: entrambi hanno notevoli effetti negativi sul tappeto erboso. I sintomi di carenze o eccessi si hanno quando non si usano concimi bilanciati a cessione controllata o, ancor peggio, quando non li si applica alla giusta frequenza.

Ad esempio, tappeti erbosi troppo carenti possono manifestare i sintomi di Ruggine (Rust), una malattia fungina che tipicamente colpisce il fogliame a partire dell’apice fogliare. Quando il tappeto erboso è infatti troppo carente di nutrienti e pertanto risulta stressato da diversi fattori ambientali (calpestio, carenze o eccessi idrici...), non riesce a contrastare attraverso il suo naturale accrescimento, l'avanzata di questa malattia fungina.

Nella situazione opposta, a seguito di un periodo di massicce fertilizzazioni azotate a pronto effetto, si rischia di stimolare l’insorgenza di Rhizoctonia solani (malattia fungina conosciuta anche come Brown Patch). L’apporto eccessivo di azoto, unito ad un’elevata umidità, favorisce infatti lo sviluppo tessuti molto sottili ed acquosi che sono facile preda di questa malattia.

Altezza di taglio del tappeto erboso, relazione con la fotosintesi e possibili fattori di stress

Stabilita l’importanza di una corretta fertilizzazione, vanno messe in atto le adeguate pratiche manutentive nel modo più corretto.

All’aumentare dell’insolazione aumenta l’attività fotosintetica e quindi, in generale, l’attività metabolica della pianta: volendo favorirla è opportuno non abbassare l’altezza di taglio così da offrire più superficie fogliare possibile per la fotosintesi. Un’altezza di taglio troppo ridotta porta alla riduzione della produzione di carboidrati di riserva da parte di lamine fogliari troppo corte. Questo porta a uno squilibrio metabolico che a sua volta porta anche a un minor approfondimento dell'apparato radicale. Per ogni specie -e di conseguenza- per ogni miscuglio, ci sono altezze di taglio raccomandate specifiche:

Specie microterme Cm Specie macroterme Cm
Lolium perenne 2 - 3,5  Ibridi di Cynodon dactylon (Bermudagrass) 1,8 - 2,5
Poa pratensis 2,5 - 3,5 Zoysia Japonica 4 - 5
Festuca arundinacea 4 - 5 Stenotaphrum secundatum 5 - 7
Festuca rubra 2,5 - 4 Paspalum vaginatum 1,8 - 2,5

Il valore aggiunto dei biostimolanti su prato e tappeto erboso

Capita che alcune superfici inerbite siano insediate su siti con specificità che creano notevoli problemi per un buon sviluppo del manto erboso nonostante il rispetto di tutte le migliori pratiche manutentive.

Umidità ambientale eccessiva, ombreggiamenti, drenaggio ridotto, scarsa insolazione, forte calpestio, forte presenza di insetti e altri ancora possono essere i motivi che mettono il manutentore di fronte a una situazione piuttosto difficoltosa e non sempre controllabile. Capita di dover gestire giardini che in uno specifico momento dell’anno mostrano sempre le stesse difficoltà nonostante gli sforzi: malattie fungine, aree che perdono sempre densità, scarsa resistenza al freddo od al caldo, attacchi di insetti. Occorre osservare quali possano essere i motivi scatenanti, anche avvalendosi di una consulenza tecnica esterna, e provvedere a eliminarli. È proprio in queste situazioni che alcuni prodotti biostimolanti danno il meglio di sé.

I biostimolanti integrano senza sostituire l’attività dei normali fertilizzanti. I biostimolanti stimolano specifiche funzioni e/o reazioni della pianta verso le avversità e le rendono più robuste e/o più produttive. Per esplicare la loro funzione al meglio, i biostimolanti vanno applicati preventivamente e ripetutamente.

Ad Aprile consigliamo di applicare Hicure, un complesso di amminoacidi liberi e peptidi a catena corta. Gli amminoacidi sono la base per la costituzione delle proteine. Le proteine si costruiscono per mezzo dell’unione di specifici aminoacidi ed è un’operazione estremamente impegnativa per la pianta, che non riesce a indirizzare l’energia verso altri processi, come ad esempio la fotosintesi. Se la pianta è in stress, riduce la sintesi di aminoacidi e, per poter disporre della quantità di aminoacidi necessari, deve distruggere le proteine strutturali. Fornendo aminoacidi “pronti all’uso” tramite l’applicazione di Hicure, permettiamo alla pianta di risparmiare energia. Risulta così più sana e vigorosa e cresce più velocemente, superando meglio le fasi di stress.

Invitiamo alla scoperta dell’utilissima gamma Vitalnova e per aumetare la tua conoscenza su alcuni aspetti trattati nell'articolo, qui sotto trovi alcuni link interessanti: