Produzione florovivaistica nel rispetto dell’ambiente

20 agosto 2020
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Produzione florovivaistica nel rispetto dell’ambiente: con Osmocote Exact è possibile!

Il comparto ortoflorovivaistico è contraddistinto da un sistema di produzione che impiega grandi quantità di risorse e che rilascia nell’ambiente grandi quantità di residui. 

Pensiamo ad esempio agli enormi volumi d’acqua impiegati: implicano perdite per percolazione di alcuni elementi nutritivi presenti nei concimi (il cosiddetto run-off), specialmente di quelli più mobili e quindi facilmente dilavabili come i nitrati: una delle cause primarie dell’inquinamento sia dei corpi idrici superficiali che delle falde.

Negli ultimi anni è stata posta via via più attenzione nell’adozione di sistemi di concimazione sempre più efficienti, in grado di ridurre le perdite e di conseguenza l’inquinamento.

La perdita per lisciviazione delle sostanze nutrienti è fortemente influenzata anche dalla tipologia del sistema di irrigazione utilizzato.

La Direttiva Nitrati 91/676/CEE è un provvedimento dell’UE che si prefigge lo scopo di ridurre e prevenire l’inquinamento delle acque e del suolo causato da nitrati provenienti da fonti agricole.

In Italia è stata recepita con il Decreto Legislativo n.152/2006 e con il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali n. 152/2006. A propria volta ogni regione ha emanato i provvedimenti necessari per applicare le norme comunitarie e nazionali, per individuare le zone vulnerabili (ZVN) e stabilire le misure agronomiche per ridurre la presenza di nitrati nelle acque superficiali e sotterranee.

Come da indicazioni del DL n. 152, tale presenza deve essere inferiore a 50 mg/l.

Svariati sono i decreti, le delibere, i regolamenti approvati dalle regioni e tutti convergono sulla necessità di limitare la lisciviazione dei nitrati di origine agricola tramite il controllo delle concimazioni.

Particolare attenzione è posta sulle fertirrigazioni; ne vengono limitati l’uso in determinati periodi, le tecniche e le quantità di concime usate.

Da sempre sensibile a questi temi, negli ultimi decenni ICL ha investito molte risorse per esaminare, affrontare e migliorare la sostenibilità ambientale dei propri prodotti.

Le prime prove ufficiali risalgono al 1990, nei Paesi Bassi, eseguite con Osmocote nel vivaismo in contenitore.

Nel 1993, ICL (allora Scotts) con un accordo di programma insieme ad associazioni di vivaisti olandesi e lo stesso governo olandese, istituì una prova ufficiale per comparare la lisciviazione di prodotti a cessione controllata e la fertirrigazione  che dimostrò come i concimi a rilascio programmato rappresentino un’ottima alternativo ai sistemi chiusi.

Da allora si sono sempre susseguiti test e prove scientifiche che hanno via via confermato la sostenibilità di Osmocote Exact.

Già negli anni '90 ICL studiava le caratteristiche di sostenibilità dei concimi a cessione controllata:

Prova su Photinia e Lauroceraso: messe a confronto tecniche di concimazione con concimi a cessione controllata vs idrosolubili

Anche in Italia sono state fatte ricerche sulla lisciviazione . Questa prova è stata condotta presso il Ce.Spe.Vi, con la finalità di quantificare la differenza fra le varie tecniche in termini di qualità delle piante ottenute, economicità, praticità e impatto ambientale.

Il rinvaso delle piante è avvenuto il 15 aprile 2011 e la prova si è protratta per 28 settimane. La temperatura media giornaliera dell’aria nel periodo è stata di circa 21° C. La stagione è stata mediamente piovosa con circa 270 mm distribuiti in 27 giorni, su un totale di 203 giorni di prova.

È stata monitorata sia la quantità somministrata di concime che la sua lisciviazione, raccogliendo campioni di soluzione nutritiva e tutta l’acqua di drenaggio su 4 repliche per ogni trattamento, analizzando il contenuto di nutrienti ogni mese, in modo da poter fare un bilancio idrico-nutritivo della coltura.

 

SET UP PROVA

 

 

Colture

Photinia e Lauroceraso

Località

CESPEVI, Pistoia, Toscana (I)

Epoca invaso

15 aprile 2011 (settimana 14)

Periodo osservato

20 aprile - 3 novembre 2011 (28 settimane)

Volume contenitore vaso

Diametro 24 - 8,5 litri di substrato pomice/torba 1:1 (V.V.)

Impianto irriguo

Irrigazione a goccia con timer, 1-2 interventi al giorno

Criteri di valutazione

Altezza piante, qualità commerciale (rilevata da vivaisti esperti), peso secco, perdita di nutrienti (azoto, fosforo, potassio)

Tesi

1) Controllo: solo concime idrosolubile Universol Blue a 0,33 g/l ad ogni irrigazione;

2) Hi.End: solo Osmocote Exact Hi.End, 12-14 mesi 6 g/l;

3) Standard: Osmocote Exact 8-9 mesi, 4 g/l, + Osmocote TopDress 4-5 mesi a 2 g/l in settembre, posto sulla superficie del vaso.

 

                 

Conclusioni

Nessuna differenza significativa nella qualità finale e nell’altezza delle piante fra i tre trattamenti. Rispetto alla fertirrigazione, con Osmocote Exact  ed Osmocote Exact Hi.End:

  • si riduce di 3-4 volte la perdita di azoto, fosforo e potassio;
  • si semplifica la concimazione evitando l’uso di costosi impianti di fertirrigazione;
  • si ha una riserva residua di nutrienti per la pianta anche dopo la commercializzazione, garantendo così una costante qualità delle pianteanche alcuni mesi dopo la vendita, senza intervenire con concimazioni ulteriori;
  • si soddisfano le richieste di nutrienti anche in mesi piovosi e con bassa traspirazione, in cui non è facile fertirrigare.

Osmocote Exact Hi.End, oltre a presentare le percentuali di lisciviazione minori in assoluto, permette di evitare anche la pratica della riconcimazione a fine estate, con un’ulteriore semplificazione e un buon risparmio di manodopera.

Nelle tabelle vediamo la concentrazione di azoto nel drenato cumulato mensile delle piante di Lauroceraso e di Photinia

I risultati della prova dimostrano chiaramente come l’uso di Osmocote Exact e Osmocote Exact Hi.End permetta di ridurre fino all’80% la perdita di azoto nei confronti della sola fertirrigazione. Ciò è molto importante nelle zone vulnerabili all'inquinamento da nitrati (ZVN) e per la certificazione ambientale. Oltre a questo si ha un notevole risparmio di materie prime utilizzate senza compromettere la qualità delle piante ottenute.

In sintesi, i risultati condotti fino ad oggi, confermano che l’utilizzo dei concimi a cessione controllata nella produzione florovivaistica di piante ornamentali e da fiore possono sicuramente essere considerati a bassissimo impatto ambientale e quindi essere inseriti in una produzione sostenibile.

Ogni singola sperimentazione conferma che utilizzando Osmocote Exact  si riduce il dilavamento degli elementi nutritivi fino a ben 7 volte rispetto ai concimi idrosolubili e che fino al 50% degli idrosolubili viene perduto e quindi disperso nelle falde.

Questi dati si commentano da soli e devono entrare in ogni valutazione, anche economica, fatta dai coltivatori quando  pianificano le produzioni aziendali.

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