Quando effettuare la concimazione primaverile del prato?

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Qual è il momento migliore per la concimazione primaverile del prato?

La prassi comune risponde: “Quando il prato si risveglia”. Sembra intuitivo ma in realtà non è così. Sì, perchè la crescita primaverile inizia dall’apparato radicale, in anticipo sulla comparsa dei primi segni di ripresa dell'apparato fogliare, che invece è quello che la maggior parte intende come momento di risveglio del prato.

La ripresa vegetativa del tappeto erboso parte dall’apparato radicale

Nell'ultima parte dell'inverno difficilmente i tappeti erbosi esprimono il loro migliore potenziale estetico.

Di norma buone prestazioni invernali si hanno da prati ben naturalizzati e a taglio relativamente alto, in cui abbondano le specie di festuche a foglie fini (grazie alla loro maggiore rusticità e un aspetto volutamente non troppo curato) o i prati accuratamente rigenerati nell’autunno precedente con loietto (grazie al loro vigore).

Nella maggior parte degli altri casi, prima della ripresa vegetativa primaverile, i tappeti erbosi mostrano alcuni danni, dovuti a quei periodi in cui, da un lato, la fase di relativa quiescenza dell'erba impedisce di riparare eventuali interruzioni dell'uniformità di colore e fittezza e, dall’altro, la quasi totale assenza di crescita delle foglie non permette di asportare le parti ingiallite col taglio.

Il prato può non essere pronto

Le prime giornate di sole tiepido di fine inverno ci invogliano a tornare a usare il tappeto erboso. Tuttavia, pur essendo noi desiderosi di riprendere le attività esterne, non significa che il nostro prato sia ugualmente pronto per il risveglio.

  • Fattori limitanti: La condizione del terreno è spesso il limite principale, perché in questa stagione il substrato risulta eccessivamente umido ed è fortemente plasmabile ed instabile. Camminare su un terreno in queste condizioni fa sì che il peso del corpo ed eventuali attrezzature meccaniche lo compattino. I teneri germogli e soprattutto le loro giovani radici non hanno alcuna possibilità di resistere al trauma meccanico, quando il terreno si deforma per effetto del calpestio.
  • La ripresa inizia prima del rinverdimento: Come dicevamo in apertura, la crescita primaverile inizia nel sistema radicale, dove l'energia immagazzinata viene spesa per produrre nuove radici e nuovi germogli. Questo processo di rinnovamento inizia a livello radicale e avviene prima che compaiano i segni di ripresa nella parte epigea. Questo significa che il prato inizia a lavorare prima che si cominci a vedere il rinverdimento e ben prima che le condizioni climatiche raggiungano le condizioni ottimali di crescita.
  • E' questione di temperature: le specie microterme hanno una crescita ottimale con le temperature del suolo tra 10° e 18°C e le temperature dell'aria tra 15° e 24°C. Quando si è all'inizio della primavera e non si sono ancora raggiungte queste temperature, un tasso di azoto troppo elevato nel terreno potrebbe favorire una crescita fogliare eccessiva. Come in un domino, la crescita fogliare eccessiva porterebbe al consumo delle riserve di carboidrati che invece sono destinate allo sviluppo delle radici e alla resistenza alle malattie. D'altro canto una disponibilità limitata di azoto limita la capacità del prato di riparare i danni invernali.

Il modo migliore per eseguire la prima concimazione primaverile

La preoccupazione di apportare troppo precocemente gli elmenti nutritivi e stimolare troppo presto il prato si riduce grazie ai concimi con forme a lento rilascio dei nutrienti. Hanno tecnologie che rendono gli elementi nutritivi gradualmente disponibili per le piante, attraverso fenomeni chimici e fisici i cui meccanismi differenti di cessione coinvolgono soprattutto temperatura ed umidità.

Un esempio di tecnologia di lento rilascio dell’azoto in funzione della temperature è la tecnologia delle molecole di metilenurea MU2. Invece il rilascio controllato, per diffusione, dipendente da umidità è possibile con la tecnologia Poly-S, che si basa su una barriera semipermeabile.

2 tecnolgie, 3 tipi di tappeto erboso

Saper distinguere queste 2 diverse tecnologie, permette di anticipare la prima concimazione di primavera, che potrà essere calibrata soprattutto in funzione delle condizioni del tappeto erboso. Vediamo come:

  • prato maturo in salute: queste condizioni sono ovviamente quelle più facili. Il concime va applicato ai primissimi segni di risveglio del prato. Va prediletto un prodotto a base di azoto a cessione controllata per avere gli elementi disponibili per molte settimane (Sierrablen PlusSportsmaster CRF Mini Landscaper Pro MaintenanceSierraformGT Momentum).
  • prato giovane: in questo caso è importante garantire una distribuzione uniforme e diffusa quindi va scelto un concime a granulometria fine, che raggiunga tutte le piantine. Serve inoltre un buon contenuto di fosforo per promuovere un'attiva crescita radicale. Il rilascio dei nutrienti deve essere graduale ed avvenire direttamente a contatto con l’apparato radicale giovane e ancora poco profondo. Anche in questo caso è preferibile un prodotto a cessione controllata (Sierrablen Plus - SierraformGT).
  • prato danneggiato da freddo o con evidenti segni di malattie invernali o con residui di diradamenti risalenti alla stagione precedente: in questo caso optare per un prodotto in grado di stimolare la crescita per mezzo di un rilascio graduale dell'azoto combinato ad una buona componente di azoto a pronto effetto (ProTurf Landscaper Pro Universtar Balance). Lo scopo è quello di accelerare la riparazione dei danni, aumentare la massa fogliare fotosintetica e infittire il prato prima che possano subentrare invasioni di erbe estive. In questi casi prodotti con nutrienti a cessione controllata sono perfetti: evitano picchi di rilascio, ma sono relativamente meno dipendenti dalle temperature. Se poi ci sono problemi di muschio, si raccomanda di usare concimi ad alto titolo di ferro, perchè questo elemento, seccandolo, aiuta a combatterlo proprio nel momento in cui tende a svilupparsi maggiormente (Landscaper Pro Shade Special). Se i diradamenti fossero abbastanza ampi, potrebbe essere necessario ricorrere ad una integrazione della semina.

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