Agrofarmaci in floricoltura

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Resistenza agli agrofarmaci: perché avviene?

Capire i meccanismi che influiscono sui fenomeni della resistenza agli agrofarmaci in florovivaismo è particolarmente importante viste le recenti normative europee e nazionali sull’uso sostenibile degli agrofarmaci che stanno revisionando e togliendo dal mercato molti principi attivi. Queste nuove norme stanno operando un grande cambiamento a livello comunitario, anche in ambito florovivaistico.

L’importanza della salvaguardia ambientale è fuori discussione. Allo stesso tempo le produzioni florovivaistiche devono essere del più alto livello qualitativo possibile. Per ottenere il massimo dai principi attivi a disposizione i florovivaisti devono padroneggiare le migliori pratiche. Evitare il rischio di resistenza agli agrofarmaci, è una di queste.

Fattori di rischio e possibili strategie anti-resistenza

Da un punto di vista di classificazione, le colture florovivaistiche sono considerate colture minori (es: aromatiche in vaso, floricole e ornamentali in vaso) e questo riduce ancora di più gli agrofarmaci a disposizione per il settore. Oltre a ciò negli ultimi anni molti insetti e funghi patogeni stanno diventando resistenti nei confronti di diversi principi attivi, rendendo difficile l’applicazione di alcuni agrofarmaci.

Quali sono i meccanismi che stanno alla base dell’instaurarsi dei fenomeni di resistenza? Quali sono le strategie possibili per ridurre questo fenomeno?

La resistenza di un patogeno nei confronti di una molecola chimica si manifesta essenzialmente con la sopravvivenza di un certo numero di individui dopo che è stato effettuato il trattamento. Questi “sopravvissuti” daranno poi origine ad una popolazione di patogeni che sarà resistente a quella specifica molecola chimica.

Nella tabella sottostante trovi elencati i principali fattori di rischio e i meccanismi che favoriscono l’instaurarsi delle resistenze:

FATTORI DI RISCHIO CHE PREDISPONGONO AI FENOMENI DI RESISTENZA AGLI AGROFARMACI

POSSIBILI STRATEGIE ANTIRESISTENZA

Molte generazioni e alta frequenza dei cicli di infestazione da parte dei patogeni (ciclo biologico)

Conoscenza del ciclo biologico dei vari patogeni

Monitoraggio delle infestazioni ricorrendoall’uso di trappole e catture massali

Seguire i bollettini locali o regionali delle infestazioni per effettuare il trattamento chimico al momento giusto e solo quando è strettamente  necessario.

Utilizzo ripetuto in coltura di agrofarmaci che contengono gli stessi principi attivi

Alternare prodotti fitosanitari con principi attivi e meccanismi di azione diversi

ATTENZIONE: alternare prodotti chimici con nomi commerciali diversi non sempre significa alternano anche principi attivi

Trattamenti numerosi effettuati con prodotti che hanno lo stesso meccanismo di azione.

Non superare le dosi e il numero massimo di trattamenti indicati in etichetta

Applicazioni improprie dei dosaggi indicati in etichetta (sovradosaggi)

Non superare mai le dosi e il numero massimo di trattamenti indicati in etichetta

Effettuare trattamenti chimici con infezioni o infestazioni già in atto

Conoscere il ciclo biologico dei vari patogeni

Monitorare le infestazioni ricorrendo all’uso di trappole e catture massali

Seguire i bollettini locali o regionali delle infestazioni per effettuare il trattamento chimico al momento giusto e solo quando è strettamente  necessario.

Meno prodotti chimici disponibili sul mercato a causa della revisione europea degli agrofarmaci

Adottare tecniche di buona pratica agricola (miglior gestione dell’irrigazione e della concimazione, ecc.). Utilizzare mezzi di lotta alternativi ai prodotti chimici  (confusione sessuale, cattura massale, lotta integrata, prodotti a base di microrganismi, induttori di resistenza ecc.)

Insistere nei trattamenti anche quando il principio attivo manifesta cali di efficacia

Non abusare mai di principi attivi che manifestino dei sospetti cali di efficacia, per non rendere inefficace il trattamento nel tempo

Trattamenti effettuati con macchine irroratrici vecchie o poco funzionali (mal tarate, scarsa manutenzione, ecc.)

Utilizzo di macchine irroratrici sottoposte a taratura, controlli funzionali periodici e manutenzioni regolari.

 

Com’è che i produttori di agrofarmaci affrontano i fenomeni di resistenza?

L’industria agrochimica si sta adoperando per ridurre i fenomeni di resistenza anche attraverso l’organizzazione di gruppi di studio specifici a livello europeo. Attualmente esistono e sono operativi quattro gruppi di studio:

 

Il meccanismo di azione di una molecola chimica nei confronti del patogeno è identificato e codificato con il simbolo MoA (Mode of Action - Modalità d’azione).

Sulla base dei MoA i gruppi di studio FRAC, IRAC e HRAC hanno attribuito un codice specifico ai principi attivi. Qualora principi attivi diversi abbiano lo stesso meccanismo di azione, ricevono lo stesso codice identificativo, rendendo molto semplice l’individuazione dei principi attivi che hanno lo stesso meccanismo di azione così da non utilizzarli ripetutamente per i trattamenti in coltura. La tabella FRAC E IRAC qui illustrata ne mostra alcuni esempi. Molte etichette di agrofarmaci attualmente in commercio riportano le indicazioni inerenti i codici FRAC, IRAC e HRAC. 

Ecco alcuni esempi:

PRINCIPIO ATTIVO

TIPOLOGIA

MECCANISMO DI AZIONE (MoA)

COD. FRAC

COD. IRAC

BOSCALID

Fungicida

Blocca il processo di respirazione del fungo patogeno

7

 

PROPAMOCARB

Fungicida

Interferisce con sintesi dei lipidi e integrità delle membrane

28

 

FLUTOLANIL

Fungicida

Blocca il processo di respirazione del fungo patogeno

7

 

METIRAM

Fungicida

Fungicida da contatto con attività multisito

M 3

 

ISOPYRAZAM

Fungicida

SDHI (inibitori della succinato-deidrogenasi)

7

 

AZOXYSTROBIN

Fungicida

QoI (inibitori del chinone sulla membrana esterna)

11

 

TRICHODERMA spp.

Fungo antagonista

Parassitizzazione delle pareti cellulari dei funghi patogeni

BM02

 

PROCLORAZ

Fungicida

Biosintesi degli steroli nelle membrane

3

 

IMIDACLOPRID

Insetticida

Neurotossico

 

4A

ETOFENPROX

Insetticida

Neurotossico

 

3A

EMAMECTINA BENZOATO

Insetticida

Neurotossico - Paralisi muscolare

 

6

BUPROFEZIN

Insetticida

Inibitori della biosintesi della chitina tipo 1

 

16

TEFLUTRIN

Insetticida

Neurotossico

 

3A

DELTAMETRINA

Insetticida

Neurotossico

 

3A

 

Principi attivi autorizzati in floricoltura e meccanismo d’azione

Analizziamo alcuni principi attivi autorizzati in floricoltura sulla base del loro meccanismo d’azione nei confronti dei patogeni. Facciamo alcune considerazioni, partendo dalla tabella qui sopra.

  • In una strategia di lotta chimica, se si alternano fitosanitari contenenti Boscalid e Flutolanil si usano due principi attivi diversi ma aventi lo stesso meccanismo d’azione (codice FRAC 7) e si crea un rischio resistenza. Per evitare di creare fenomeni di resistenza sarebbe opportuno alternare Boscalid o Flutolanil con Propamocarb, in quanto questo principio attivo ha un meccanismo di azione diverso (codice FRAC 28) o con Metiram (Codice FRAC M3) o con Azoxystrobin (Codice FRAC 11)
  • Analogamente se si usano e alternano molecole ad azione insetticida come Imidacloprid, Deltametrina, Etofenprox e Teflutrin: pur usando prodotti con principi attivi diversi, le molecole hanno lo stesso meccanismo di azione verso gli insetti (Codice IRAC 3A e 4A) con alto rischio di creare resistenza. Diventa opportuno alternare, ad esempio, Imidacloprid o Etofenprox con Emamectina benzoato e Buprofezin che hanno meccanismi di azione diversi (rispettivametne IRAC 6 e IRAC 16).

 

N.B: Gli elenchi completi dei principi attivi ad azione insetticida, fungicida, erbicida  e la loro classificazione sulla base del meccanismo di azione (MoA) sono consultabili sui siti web dei comitati IRAC (http://www.irac-online.org), FRAC (http://www.frac.info/) e HRAC(http://www.hracglobal.com).

Bibliografica, sitografia e normativa:

  • Direttiva CE 91/414: relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari
  • Regolamento CE n. 1107/2009 relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari
  • Direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari
  • Decreto Legislativo n. 150 del 14 agosto 2012 attuazione della direttiva 2009/128/Ce che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi
  • Direttiva 2009/127/CE relativa alle macchine per l’applicazione dei prodotti fitosanitari
  • Decreto Legislativo n. 124 del 22 giugno 2012 modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17, in attuazione della direttiva 2009/127/CE che modifica la direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine per l'applicazione di pesticidi
  • Decreto Interministeriale 22 Gennaio 2014: Adozione del Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, ai sensi dell’ art.6 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 recante: “attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria  ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi”
  • Regolamento CE 1185/2009 sulle statistiche riguardanti i prodotti fitosanitari
  • Decreto Legislativo n. 65/2003 sulla classificazione, etichettatura e imballaggio dei preparati pericolosi (inclusi i prodotti fitosanitari)
  • Regolamento CE 396/2005, sui livelli massimi di residui nei prodotti alimentari e mangimi.
  • Decreto legislativo 152/2006, Codice dell’ambiente, Parte III “Tutela delle acque”
  • FRAC - Fungicides Resistance Action Committee (http://www.frac.info)
  • HRAC - Herbicides Resistance Action Committee (http://www.hracglobal.com)
  • IRAC - Insetticides Resistance Action Committee (http://www.irac-online.org)
  • RRAC - Rodenticides Resistance Action Committee (http://www.rrac.info)
  • http://www.regione.piemonte.it/agri/area_tecnico_scientifica/settore_fitosanitario/difesaIntegrata.htm