Rhizoctonia solani sulle macroterme: il Large Patch in Italia

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La Rhizoctonia su tappeti erbosi di macroterme: fattori di sviluppo e sintomi

Il maggior uso di macroterme di questi ultimi anni ha portato a una maggiore diffusione della Rhizoctonia, che spesso viene confusa con i problemi di disseccamento da basse temperature invernali. Quando le macroterme si risvegliano dal periodo di dormienza, può capitare di rilevare ampie zone dove la ripresa della vegetazione stenta o è completamente assente.

Sintomi del Large Patch 

Il patogeno infetta e causa la marcescenza di guaine fogliari, corone e stoloni del tappeto erboso, per cui sono assenti lesioni fogliari distinte ed è attivo a fra i 10 e i 30°C con picchi di attività fra i 20 e i 26°C. La dimensione delle chiazze varia e il diametro può andare da 30-90 cm fino a 6 metri. La parte più interna delle chiazze appare infossata rispetto al tappeto circostante. Le piante attaccate sono assottigliate e di colore marrone chiaro o paglia. I tessuti di più recente infezione appaiono spesso di un arancione acceso sul bordo più esterno delle macchie.

Fattori di sviluppo della malattia

Il Large Patch inizia generalmente a svilupparsi quando la temperatura del suolo scende sotto i 25°C in autunno. Tuttavia, i sintomi non appaiono necessariamente in questo momento e diventano più evidenti durante i periodi di clima fresco e umido in autunno e primavera. Nella maggior parte dei casi, in Italia, i sintomi potrebbero non palesarsi fino a inizio primavera, cioè quando le macroterme rinverdiscono. Questo è ancora più probabile quando la dormienza della macroterma è relativamente lunga, come in Pianura Padana.
Infatti i sintomi si manifestano tipicamente quando l'erba cresce lentamente, prima della dormienza o durante la ripresa primaverile (inizio o fine inverno nelle parti più temperate del sud). In estate il tappeto erboso si riprende perché la malattia non è attiva a temperature alte e le macroterme crescono attivamente.
Il Large Patch è favorito da

  • eccesso di azoto in autunno e primavera
  • scarso drenaggio del suolo
  • eccessiva irrigazione
  • accumuli di feltro eccessivi
  • altezze di taglio troppo basse.

I Paspalum sono i più suscettibili al Large Patch, seguiti da Zoysia, Stenotaphrum. Le gramigne migliorate, meno soggette ad attacchi, recuperano molto rapidamente se colpite.

Controllo agronomico del Large Patch

  1. Le gramigne (Cynodon x transvalensis) raramente subiscono un danno significativo. Al contrario, Paspalum, Stenotaphrum e Zoysia spesso subiscono gravi danni e il recupero può richiedere diverse settimane o mesi.
  2. L'istituzione di una specie di tappeto erboso resistente alle malattie è il mezzo più efficace per la gestione di grandi aree.
  3. Non applicare eccessivo azoto alle macroterme in autunno e primavera perché durante questi periodi hanno una crescita lenta e hanno bisogno di alti apporti di N. In generale, l'azoto non deve essere applicato alle macroterme 6 settimane prima dell'inizio della dormienza in autunno o entro 3 settimane dopo l'inizio del rinverdimento in primavera.
  4. Le macroterme variano molto nei loro requisiti di fertilità, quindi bisogna fare riferimento alle tabelle di ogni specie e agli andamenti climatici locali per ottimizzare gli apporti e limitare l'insorgenza degli attacchi.
  5. Evitare di stabilire macroterme in aree depresse che rimangono eccessivamente umide a causa di prolungati ristagni durante i mesi meno caldi. Se ciò è inevitabile, è indispensabile prevedere il drenaggio del sottosuolo.
  6. Irrigare solo se necessario per prevenire gravi stress da siccità in autunno e primavera.
  7. Controllare la distribuzione del traffico per prevenire una compattazione eccessiva
  8. Aerare quando necessario per mantenere il drenaggio del terreno e l'aerazione.
  9. Tagliare ogni specie erbosa solo ad altezze comprese nell'intervallo di altezze ottimali
  10. Scarificare periodicamente per controllare gli accumuli di feltro.

Controllo chimico

I fungicidi che sono disponibili per il controllo della Rhizoctonia, vanno applicati seguendo l'andamento climatico. 
Dove si rileva la recidività degli attacchi, le applicazioni devono iniziare in autunno quando la temperatura del suolo scende sotto i 20°C per 5 o più giorni consecutivi, indipendentemente da quando i sintomi sono comparsi in passato.
Una o due applicazioni ottimizzate forniscono un controllo in molte situazioni.
In siti gravemente colpiti, è necessario ripetere le applicazioni su intervalli da 4 a 6 settimane a condizione che le temperature del terreno siano comprese tra 10°C e 20°C.
È strategica la mappatura delle aree colpite in primavera per il trattamento localizzato in autunno: questo può ridurre sostanzialmente il consumo di fungicida (e un minore costo) e garantire una maggiore sostenibilità ambientale.

 
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