Tecniche nutrizionali: carota

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Tecniche nutrizionali: coltivare la carota

La carota è una coltura macroterma coltivata con cicli primaverile-estivo, estivo-autunnale e autunno-primaverile. L’Italia è il quarto prouttore europeo. La superficie destinata alla coltivazione della carota nel nostro paese è di circa 11.000 ettari e la produzione sfiora le 500.000 T/anno. La resa nazionale ad ettaro è però relativamente bassa (56 T/Ha - dati ISTAT) se si calcola che la carota raggiunge produzioni superiori alle 80 T/ha.

Le principali zone di produzione sono gli areali sabbiosi di Alessandria, Chioggia, dei Lidi Ferraresi, Sabaudia, Maccarese, Oristano, il Fucino ed Ispica. I terreni sabbiosi in cui si coltiva la carota rendono necessarie tecniche particolari di concimazione e difesa. ICL ha messo a punto una tecnica di coltivazione che si basa sull’utilizzo dei concimi a cessione controllata e dei concimi fogliari, andando così incontro alle esigenze nutrizionali della carota ed allo stesso tempo a quelle dei coltivatori.

Caratteristiche della coltivazione della carota

Condizioni pedo-climatiche: la carota predilige terreni con valori di pH intorno a 7, sabbiosi, comunque leggeri, con un buon contenuto in sostanza organica, drenanti e dotati di una efficiente rete scolante. Sono da scartare terreni ricchi di scheletro (sassosi) poiché provocano deformazioni o biforcazioni delle radici che deprezzano il valore commerciale della produzione.

Irrigazione: nelle prime fasi di crescita (emergenza - allungamento del fittone) la carota è moto sensibile agli sbalzi di umidità: gli eccessi o i ristagni sono la prima causa di marcescenza e spaccature mentre la mancanza provoca strozzature, deformazioni e limita lo sviluppo. Si evince chiaramente che un’irrigazione calibrata e costante influisce sensibilmente sulla qualità e quantità della produzione. In generale le condizioni ottimali di umidità del terreno si ottengono irrigando con volumi modesti e ripetuti. Il metodo irriguo a pioggia fine (con spinkler) è il più usato e in abbinamento a questo si sta diffondendo anche la tecnica della fertirrigazione che evita le concimazioni di copertura e di conseguenza l’uso del trattore. Ma il vero grande vantaggio della fertirrigazione è la sua efficienza, in quanto permette di nutrire la coltura con interventi di fertirrigazione addirittura giornalieri. ICL è leader mondiale nella produzione di concimi idrosolubili e propone prodotti specifici per ogni tipo di acqua e fase colturale. 

Concimazione: prima di procedere con un piano di concimazione verificare il livello di fertilità del terreno e la sua composizione chimica. Prestare molta attenzione alla concimazione azotata: un uso inadeguato dell’azoto può danneggiare la produzione. Gli eccessi fanno aumentare la sensibilità ai marciumi radicali e stimolano lo sviluppo delle foglie a scapito delle radici con notevoli conseguenze sulla resa. Le carenze, invece, rallentano la crescita, riducono la colorazione e diminuiscono la conservabilità della carota. Il potassio e, nella giusta proporzione il magnesio, sono strettamente legati all’azoto ed insieme concorrono alla crescita della carota (rapporto 1:2). Il fosforo risulta determinante nelle primissime fasi di sviluppo - dalle 3-4 fino a 8-10 foglie - dove l’apporto di tale elemento migliora sensibilmente l’allungamento e l’ingrossamento del fittone.

Indicativamente le unità fertilizzanti totali - kg/Ha - da apportare nell’arco dell’intero ciclo colturale della carota sono le seguenti:

N P2O5 k2O CaO MgO
100-130 80-100 200-250 80-100 20-40

 

Caratteristiche di coltivazione nelle diverse aree

Sabaudia

La carota nell’area di Sabaudia viene coltivata sotto serra con un ciclo autunno-invernale. Caratteristicamente la carota qui coltivata viene commercializzata con le foglie, a mazzetto.

Maccarese

In quest’area la carota viene coltivata in pieno campo con diversi cicli colturali, il più importante dei quali è quello compreso tra luglio e marzo dove si raggiungono produzioni di 80-100 T/ha. Questa produzione arriva sul mercato nei mesi di dicembre-febbraio, periodo nel quale scarseggia il prodotto fresco. A causa dell’alta salinità del terreno (1,7-2,8 ms/cm) al momento delle semine (luglio-agosto) si favorisce la concimazione di copertura.

Lidi ferraresi e Chioggia

L’area di produzione della carota intorno al delta del Po è caratterizzata dalla presenza di terreni sabbiosi, con una discreta salinità, caldi ed asciutti in estate, freddi ed umidi in inverno. Questa caratteristica rende predominanti 2 cicli colturali: il ciclo estivo-autunnale e quello inverno-primaverile. In genere questi terreni vengono ammendati con diverse fonti di sostanza organica e su questa pratica si basano le indicazioni sotto riportate. I terreni non sufficientemente dotati di sostanza organica richiedono dosi di concime superiori.

 

La carota predilige i terreni sabbiosi ma questi hanno il grosso limite di non trattenere a lungo né il concime né l’acqua, obbligando gli agricoltori a ripetere innumerevoli interventi di fertilizzazione ed irrigazione e generando un notevole dispendio economico e di tempo. Servono pertanto grossi apporti di sostanza organica e l’uso di tecniche di concimazione adeguate. Ecco perché oggi molti agricoltori usano Agromaster, una gamma completa di concimi NPK+Mg con l’azoto a cessione controllata. La tecnologia EMax protegge l’azoto dalla lisciviazione e dalla gassificazione. In questo modo con Agromaster si ha una concimazione azotata graduale e prolungata.

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