Tecniche nutrizionali: pero

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Tecniche nutrizionali: coltivare il pero

Gli obiettivi da perseguire nella coltivazione del pero

  • aumentare le rese e la qualità dei frutti
  • semplificare ed al contempo rendere più efficiente la concimazione
  • ottimizzare e minimizzare i costi di concimazione ed il numero di operazioni colturali

Azioni per migliorare produzione e qualità 

  • conoscere le esigenze nutritive della coltura
  • precisione in termini di quantità ed epoche in cui apportare i nutrienti
  • uso cadenzato durante tutto il ciclo colturale di soluzioni nutritive sempre in linea con le reali esigenze della coltura
  • apporti anche per via fogliare.

Caratteristiche di coltivazione

Terreno: è fondamentale procedere con le analisi al terreno per conoscere le quantità e il tipo di nutrienti da apportare. È fuorviante affidarsi solo all’esperienza perché le condizioni mutano. Conoscere quali elementi sono presenti nel terreno e in che misura sono disponibili per la pianta contribuisce a risparmiare ed a non squilibrare la crescita della pianta. Essere precisi nella scelta, nella quantità e nel momento applicativo porta ad evitare sprechi, risparmiare ed aumentare l’efficienza della concimazione.

Irrigazione: considerata la lunghezza del ciclo e visti i notevoli apporti idrici, è importante effettuare l’analisi dell’acqua in quanto essa stessa è una fonte di elementi nutritivi. Conoscerne il contenuto torna a nostro vantaggio. Ad esempio, in presenza di acque dure, una corretta acidificazione permette di mantenere i gocciolatori puliti e di utilizzare il calcio presente per soddisfare i fabbisogni della coltura.

Impianto: la crescita della coltura è influenzata anche da vari fattori legati alle caratteristiche dell’impianto stesso: il portinnesto e la sua disaffinità prima di tutto, ma anche la densità, la cultivar, l’alternanza. Esserne consapevoli orienta le scelte di nutrizionali corrette.

 

Indicativamente le unità fertilizzanti totali - kg/ha - da apportare nell’arco dell’intero ciclo colturale del pero (cultivar Abate Fétel) sono le seguenti: N P2O5 K2O

N P2O5 K2O CaO MgO
260 120 380 - 40

 

Come nutrire il pero

Un ciclo colturale lungo 6 mesi obbliga il frazionamento degli apporti nutritivi e l’uso delle diverse tecniche d’impiego: la localizzazione dei concimi granulari in primavera, la fertirrigazione nel periodo estivo, la concimazione fogliare come supporto all’attività fotosintetica ed infine la concimazione postraccolta.

1.Concimazione programmata

Prima si deve disporre di tutte le informazioni necessarie. Una volta raccolte, si programma un piano di concimazione calendarizzato che copra circa il 70% delle esigenze nutritive totali del frutteto.

2.Concimazione variabile

Il restante 30% degli apporti nutritivi sarà confermato o modificato solo sul campo, settimana dopo settimana. In questo modo si affrontano correttamente alcune variabili quali: l’eccessiva cascola, eventuali condizioni climatiche anomale, i risultati di diagnostica fogliare non standard, oppure le analisi della soluzione circolante del terreno fuori dai limiti attesi

 

“Usiamo da 4 anni i prodotti ICL: sono pratici ed efficaci. Ad inizio stagione l’Agromaster 25-5-10 localizzato lungo il filare, in fertirrigazione il Solinure GT e come fogliari i diversi titoli del Agroleaf Power.”“Ormai da molto uso l’Agromaster 11-11-21 su portinnesto Adams mentre su Cotogno EMC uso l’Agromaster 25-5-10. Poi, avere sempre una buona pezzatura e produzioni costanti, senza alternanza, faccio la fertirrigazione giornaliera con Solinure FX. Con i trattamenti fogliari di protezione aggiungo sempre l’Agroleaf Power 31-11-11.”“Sono un agronomo libero professionista e ho anche una mia azienda dove sperimento e formo frutticultori. Per essere credibile devo produrre bene, perciò cerco sempre nuovi prodotti capaci di soddisfare le esigenze nutrizionali dei miei frutteti. Ho scelto alcuni concimi di ICL. Li uso da me e li prescrivo ai miei clienti. Devo dire, con orgoglio, che pure loro notano i miglioramenti quando li usano.”

Il pero in Italia

In termini di superficie investita, in Italia il pero è la terza specie frutticola. La sua diffusione è concentrata in alcune aree particolarmente vocate, dove ha raggiunto un elevato livello di specializzazione e buone rese produttive.

Con una superficie complessiva di 32.000 ettari e 700.000 Ton/anno, l’Italia detiene il primato europeo in termini di produzione e si colloca al terzo posto a livello mondiale dopo Cina e Usa. Il 70% della nostra produzione si concentra in Emilia Romagna, nelle province di Ferrara, Modena, Bologna e Ravenna. Da un punto di vista varietale, la cultivar di riferimento è l’Abate Fétel.

La coltivazione del pero richiede grossi investimenti per l’impianto ed elevati costi di produzione e, dati i costi fissi non comprimibili, bisogna focalizzarsi sugli aspetti legati alla tecnica di produzione per aumentare la redditività della coltura. Tra i vari aspetti agronomici che possono essere presi in considerazione a tal proposito, agire sulla nutrizione permette di apportare notevoli benefici.

 

Alcuni prodotti speciali di ICL sono stati studiati e sviluppati per ridurre gli spechi, migliorare la sicurezza e la semplicità nell’utilizzo ed essere più efficienti. Siamo fieri che siano stati scelti da diversi rivenditori e tecnici, entrando stabilmente in numerosi programmi di nutrizione del pero.

Per concimazione granulare localizzata sul filare

 

Concimazione fogliare

Fertirrigazione e Specialità

 

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