Tutta questione di rivestimento? Parte 1

17 dicembre 2019
  • Whastsapp

Tutto quel che c’è da sapere sui CRF

I concimi a cessione controllata (CRF) sono in commercio da molto tempo e spesso si dà per scontato il loro “funzionamento”. Ma la scienza dietro agli avvolgimenti è sempre in fermento e non è da sottovalutare la rapida evoluzione dei prodotti.

Quali sono le nozioni fondamentali da tenere in mente quando si parla di CRF? Ne parliamo qui di seguito.

Efficacia superiore dell’utilizzo dei nutrienti

Si considera che l'utilizzo dei CRF dia la più alta efficacia nella distribuzione dei nutrienti. I fertilizzanti convenzionali si sciolgono nel suolo subito dopo l’applicazione, fornendo nutrimento soltanto per un breve lasso di tempo. Si rendono così indispensabili numerose applicazioni di fertilizzante, per assicurare che le colture ricevano il nutrimento necessario. Questo può però comportare difficoltà a livello pratico, risultare costoso e, come sappiamo dagli studi più recenti, intensificare i problemi di compattazione del suolo.

Come funzionano i CRF

Grazie agli speciali rivestimenti, i granulati CRF cedono i propri nutrienti gradualmente, lungo un periodo di tempo definito. A seconda della longevità dei prodotti CRF, infatti, la cessione dei nutrienti impiega da diverse settimane a molti mesi.

  • I CRF forniscono una miglior efficacia dell’utilizzo dei nutrienti, mediante la riduzione delle dispersioni di questi ultimi nell’ambiente, nonché grazie a nuovi metodi di applicazione, come quella nella buca d’impianto.
  • La migliore efficienza nell’uso dei nutrienti viene conseguita con la rigorosa corrispondenza tra le esigenze nutrizionali delle colture e la cessione dei nutrienti dei CRF. Ciò non solo porta a una crescita ottimale, ma riduce amche il dilavamento dei nutrienti, la volatilizzazione, la denitrificazione e lo scorrimento superficiale dell’acqua (run-off).
  • I CRF sono in grado di mantenere o aumentare i rendimenti delle colture a fronte di apporti inferiori totali di nutrienti, un vantaggio non trascurabile in quelle regioni in cui, per esempio, i regolamenti hanno cominciato a limitare gli apporti totali di azoto.
  • I CRF riducono il numero di applicazioni necessarie: un vantaggio significativo sui costi della manodopera o dove la meccanizzazione e il trasporto dei fertilizzanti risultano difficili, a causa di pendii ripidi e infrastrutture carenti (es: regioni tropicali).

Vantaggi misurabili

A seconda delle circostanze della coltivazione, i CRF possono ridurre in modo significativo:

  • L’uso totale dei fertilizzanti: da un tasso del 20% fino a ben il 50%.
  • Il dilavamento: con tassi fino al 55%.
  • La denitrificazione: con tasso medio fino al 40%.
  • La volatilizzazione: con tassi fino al 40%

(Fonte dati: ricerche indipendenti con tecnologie CRF ICL).

Che cos’è un fertilizzante a cessione programmata (CRF)?

È importante ricordare che non tutti i CRF sono uguali e che, spesso, il termine CRF è impiegato erroneamente, quando invece si intende parlare di fertilizzanti a lenta cessione (SRF).

Leggiamo le definizioni ufficiali dei due tipi di concime.

CRF: “Concime in cui il rilascio dei nutrienti è controllato, in accordo con quanto dichiarato come valori rilasciati di nutrienti e il tempo di rilascio ad una determinata temperatura.” (ISO 8157:2015).

SRF: “Concime i cui nutrienti disponibili alle piante sono distribuiti lungo un lasso di tempo, per idrolisi e/o biodegradazione e/o solubilità limitata, se confrontati a un prodotto ‘solubile di riferimento’, per esempio solfato di ammonio, nitrato di ammonio e urea” (ISO 8517:2015).

Il meccanismo di cessione dei nutrienti per i due fertilizzanti è dunque completamente diverso. Gli SRF sono sostanze minerali che impiegano un tempo determinato a sciogliersi o a cedere i propri nutrienti. I CRF richiedono un rivestimento di buona qualità e un processo di produzione costante. Mentre la cessione dei nutrienti degli SRF è influenzata da temperatura, acqua, pH del suolo e microrganismi, i CRF sono influenzati soltanto da acqua e temperatura.

Tecnologie a cessione programmata

Un'altra importante differenza (e forse la più determinante) risiede nei materiali applicati per creare il rivestimento. È importante rendersi conto che tali differenze esistono e che influenzano direttamente l’efficacia della cessione dei nutrienti. La tecnologia di rivestimento più efficiente è quella di più recente creazione, a rivestimento di polimeri, che consente la miglior programmazione della cessione dei nutrienti, soddisfacendo così più efficacemente le necessità della pianta, senza picchi, né cadute nella cessione. 

Tecnologia

Tipo di rivestimento

Meccanismo di cessione

Vantaggio

Svantaggio

Urea rivestita di zolfo (SCU)

Zolfo

Diffusione idrica liquida attraverso microfessure

Sensibilità alle basse temperature

Cessione difficile da controllare

Urea rivestita di zolfo polimero

Zolfo + Polimero

Diffusione idrica liquida attraverso microfessure

Sensibilità alle basse temperature

Miglior controllo della cessione

Urea rivestita di polimero / NPK

Polimero

Diffusione idrica (vapore) attraverso rivestimento

Ottimo controllo della cessione

Costi superiori

[fonte: Terlingen, J.G.A., Radersma, S., Out, G.J.J., Hernández-Martínez, J., Ramaekers-Franken, P.C. (2016) Current developments in controlled release fertilisers (Sviluppi attuali nei fertilizzanti a cessione programmata), International Fertiliser Society, Proceedings 781, p 6.]

Un altro aspetto da considerare nella scelta di un CRF è quello dei diversi nutrienti, della loro combinazione e persino del loro livello di rivestimento. Una miscela di fertilizzanti, formata da un solo 10% rivestito, è spesso definita a cessione programmata; tuttavia, come si può immaginare, le sue caratteristiche di longevità, efficacia ed effetto sulla sicurezza della pianta differiscono notevolmente da un CRF rivestito al 100%. Quanto più vicino alle radici della coltura viene applicato il fertilizzante, tanto più importante risulta l’utilizzo di un prodotto CRF completamente rivestito.

In silvicoltura, per esempio, in cui i fertilizzanti sono applicati nella buca d'impianto e il giovane albero o piantina viene trapiantato direttamente in essa, è essenziale contare su un CRF di buona qualità, rivestito al 100%.

Un CRF completamente rivestito è l’opzione più efficace per ridurre le perdite di nutrienti, la quale, a sua volta, aumenta l’efficacia dell’utilizzo dei nutrienti del fertilizzante, con minori emissioni nell’ambiente.

Ti interessa questo argomento?

Leggi anche la Parte 2