Tutta questione di rivestimento? Parte 2

17 dicembre 2019
  • Whastsapp

Tutto quel che c’è da sapere sui CRF - parte 2

Nell’articolo precedente (vai all’articolo) si sono analizzati alcuni aspetti importanti dei concimi a cessione controllata: l’efficacia, il funzionamento, i vantaggi, la differenza con i concimi a lenta cessione e le relative tecnologie.

Ora ci concentreremo su un aspetto in particolare, come la riduzione delle perdite dei nutrienti NPK e vedremo alcuni esempi di utilizzo.

La cessione programmata previene la perdita di nutrienti

Azoto

L’azoto (N), in particolare, tende a subire perdite attraverso il dilavamento dei nitrati, soprattutto nei suoli leggeri (sabbiosi) o nei climi tropicali, dove le perdite totali di azoto sono le più alte. L'azoto a cessione controllata è spesso incorporata nel suolo, in modo che lo scorrimento superficiale dell’acqua (run-off) risulti ridotto al minimo. Il rivestimento attorno all’azoto assicura la prevenzione di livelli elevati di NO3 nel terreno subito dopo l’applicazione per prevenirne anche il dilavamento.

Fosforo

Il fosforo (P) tende a fissarsi nel suolo. Questo fenomeno può verificarsi nei terreni alcalini/calcarei e nei terreni acidi ricchi di (idr)ossidi di ferro e alluminio. Gran parte delle aree tropicali, ad esempio, sono coperte da terreni acidi argillosi fortemente erosi, con tendenza alla fissazione del fosforo. I CRF sono in grado di prevenire la fissazione nel suolo: il fosforo nei CRF riesce a mantenere bassa la concentrazione di nutrienti nei terreni e, tramite ciò, a limitare la precipitazione o l’adsorbimento ai minerali reattivi.

Potassio

Il potassio (K) può dilavare facilmente nei terreni sabbiosi, nelle aree con intense precipitazioni piovose e nei terreni tropicali fortemente erosi. I CRF sono in grado di prevenire il dilavamento e grazie alla minore necessità di applicazioni, riduce anche il lavoro necessario. A causa delle infrastrutture difficoltose, in molti paesi tropicali ridurre l’apporto e il trasporto dei nutrienti alle piantagioni può rivelarsi cruciale, in vista del miglioramento dell’impronta ecologica delle colture.

L’efficacia dei CRF e le perdite ridotte di nutrienti comportano una riduzione del dosaggio per il coltivatore, una riduzione dei costi totali e una maggiore facilità nelle applicazioni. In molti casi, inoltre, i CRF hanno dimostrato un miglioramento delle rese a parità di dosaggio di un fertilizzante convenzionale.

Storie di successo in agricoltura

I CRF sono già utilizzati con successo in numerose colture agricole in cui risultano fondamentali l’efficacia dei nutrienti, la riduzione degli apporti di fertilizzante e delle applicazioni (per esempio, banane, caffè, palma da olio, riso, canna da zucchero e patate). È cruciale capire le necessità delle colture e abbinarle al miglior CRF possibile, nonché alle condizioni di crescita della regione.

In ICL ci avvaliamo delle nostre competenze ed esperienzanegli avvolgimenti, , per lo sviluppo di formulazioni speciali con specifiche percentuali e longevità di rivestimento che generino un’efficacia superiore nell’utilizzo dei nutrienti, in una specifica coltura o gruppo di colture. L’efficacia di simili concetti CRF è stata comprovata nel corso dei nostri estensivi progetti sperimentali e ricerche indipendenti, sfociati in programmi CRF personalizzati.

[Esempio di sperimentazione su patate, Paesi Bassi] Una sola applicazione di CRF ICL avvolto al 100%  invece di tre applicazioni con fertilizzanti convenzionali a base azotata (prassi agricola, sopra la linea rossa), ha aumentato il rendimento totale del 9% e generato 450 €/ha di reddito supplementare.

[Esempio di sperimentazione su caffè, Brasile] Una sperimentazione su caffè nello stato brasiliano del Minas Gerais, in cui un fertilizzante convenzionale viene applicato tre volte all’anno mediante concimazione in superficie, confrontato con un CRF ICL di 4-5 M in una sola applicazione.

Qual è il futuro dei CRF?

Gli sviluppi tecnologici del decennio trascorso hanno reso possibile produrre fertilizzanti a cessione programmata meno costosi, in grado di cambiare le prassi agricole. Oggigiorno i CRF svolgono un ruolo chiave nella riduzione delle perdite dei nutrienti e nel mantenimento o aumento dei rendimenti, a fronte di apporti inferiori o simili di nutrenti, rispetto alla prassi agricola consueta.

Le analisi del ciclo di vita forniranno ai produttori, ai commercianti e ai consumatori del settore agricolo un’ulteriore comprensione nei vantaggi ambientali e nella ridotta impronta ecologica di questa tecnologia, confrontata ai fertilizzanti agricoli convenzionali.

Sempre di più si fa ricerca sull’efficacia dei CRF, fondamentale per convincere i responsabili delle politiche ad adottare eventualmente la tecnologia in nuove leggi, al fine di ridurre l’impatto ambientale delle prassi di concimazione.

Gli attuali rivestimenti di polimero-zolfo e polimeri si degradano molto lentamente e risultano effettivamente inerti nel suolo, al termine della cessione dei nutrienti. Sono stati creati per essere il più sottili possibile (quanto un capello umano) e permeabili, consentendo loro al tempo stesso di svolgere la propria funzione, ovvero programmare la cessione dei nutrienti lungo un periodo di tempo prestabilito. Nel prossimo decennio le future legislazioni, quali le nuove norme europee in materia di biodegradabilità dei rivestimenti CRF, sfideranno i produttori di fertilizzanti a creare nuove tecnologie di rivestimento che si degradino più rapidamente.

Per l’articolo si ringrazia Ronald Clemens, responsabile Global Category per i fertilizzanti dall’efficacia aumentata, ICL Specialty Fertilizers.

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