Ottimizzare la gestione dell'acqua: una necessità e un'opportunità

L’irrigazione è un’arte che coinvolge molti aspetti, quali la scelta dell’impianto e la sua uniformità, i volumi di adacquamento, i tempi e la capacità di infiltrazione del terreno ecc. Una gestione ottimale dell’irrigazione ed un buon drenaggio portano benefi ci al tappeto erboso che vanno dalla tolleranza al calpestio fino alla capacità di recupero. La miglior pratica consiste nel reintegrare l’acqua effettivamente utilizzata dalle piante, considerando l’evaporazione dal suolo, unita all’acqua traspirata dalle foglie per regolare i processi metabolici (evapotraspirazione ET). L’ideale è reintegrare circa il 70-80% dell’ET per le specie microterme e il 60% per le macroterme, mantenendo il contenuto idrico leggermente sotto alla capacità di campo (CC) del terreno.

Le piante regolano lo stress idrico con una maggiore produzione dell’ormone ABA che dà il segnale della chiusura stomatica per il risparmio d’acqua;
il primo sintomo di carenza d’acqua è un viraggio del colore (verso grigio-blu) ed un’assente turgidità con disposizione delle foglie adagiate dopo il calpestio. 

Uno stress idrico moderato incentiva l’approfondimento radicale (irrigazioni infrequenti ed abbondanti eseguite nelle prime ore del mattino): ricerche in merito confermano una riduzione del consumo idrico su specie macroterme del 6-18% e del 24-34% su microterme, diminuendo la frequenza di irrigazione. L’utilizzo di regolatori di crescita (es. Primo, che inibisce la stinesi delle giberelline), oltre ai ben noti vantaggi sulla riduzione della crescita verticale a vantaggio di quella radicale, comporta un minor consumo idrico riducendo l’ET del tappeto erboso ed incrementando la densità cellulare. Anche la scelta delle specie influenza il consumo idrico, con valori minimi per le specie macroterme, e valori massimi sulle microterme.

  esmpio di macchia idrofobica      


In particolare Festuca arundinacea fa registrare valori giornalieri massimi di 12 mm, nonostante la specie resista maggiormente allo stress idrico rispetto a Poa
pratensis. Le miscele contenenti ibridi di Poa (Thermal Force) offrono molteplici vantaggi tra cui la resistenza agli stress idrici, confermati anche da ricerche in merito impieganti la riflettanza fogliare (indice NDVI) per valutare la resistenza delle cultivar.

Esempio pratico:
ET giornaliero 8 mm - turno irriguo 2 gg - specie Bermudagrass.
ET turf 8*60% = 4,8 mm
Virr = 4,8 mm x 2gg = 9,6 mm (volume irriguo necessario ogni 2 gg)


Molte problematiche connesse con la gestione dell’acqua sono risolvibili impiegando agenti umettanti.
Nei tappeti erbosi ad alto livello manutentivo la gestione dell’acqua diventa fondamentale. Il substrato di radicazione del tappeto erboso talvolta può
presentarsi compattato o asfittico con presenza di uno strato impermeabile di feltro che non permette un corretto scambio idrico/gassoso e crea complicazioni come malattie funginee e scarsa assimilazione dei nutrienti. Inoltre la degradazione del feltro produce acidi umici e fulvici che ricoprono le particelle di sabbia che diventano repellenti all’acqua. Spesso il problema si manifesta anche sotto lo strato di feltro per cui la carotatura non è sufficiente a limitare la problematica.

Agenti umettanti ICL: H2Pro

Tramite H2Pro, agenti umettanti di ultima generazione, disponibili in forma liquida e granulare, basati sulla tecnologia a complesso cellulosico, è possibile ottimizzare la gestione dell’acqua
nel substrato di radicazione. Una volta irrigato, infatti, H2Pro mantiene un livello idrico omogeneo nel suolo eviatando il presentarsi di zone a carenza
od eccesso idrico. La qualità visiva del tappeto erboso ne benefi cia mantenendo una colorazione uniforme, senza la presenza di chiazze idrofobiche localizzate che non consentono un passaggio effi ciente dell’acqua nella zona di radicazione.


Possiamo quindi affermare che, grazie all'uso degli agenti umettanti, è possibile:
• ridurre significativamente le esigenze idriche;
• curare e prevenire le macchie idrofobiche localizzate;
• veicolare l’acqua fino all’apparato radicale e non in superficie tramite eccellenti capacità penetrative:
• consentire programmi e dosaggi flessibili.

 

Sfoglia l'approfondimento tecnico sul controllo e riduzione delle macchio idrofobiche con l'utilizzo di H2Pro